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PROCESSO RUBY,
BERLUSCONI ASSOLTO

it@withub.it by it@withub.it
18 Luglio 2014
in In evidenza top news
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Giustizia è fatta. E’ questa l’eco che risuona nei commenti dei politici del centrodestra italiano che si susseguono a ritmo serrato da quando la seconda Corte d’Appello di Milano ha ribaltato la sentenza che aveva condannato Silvio Berlusconi nel processo Ruby a sette anni di reclusione. A un anno dalla pronuncia di primo grado oggi i giudici hanno assolto l’ex premier dal reato di concussione “perché il fatto non sussiste” e da quello di prostituzione minorile “perché il fatto non costituisce reato”. Un esito che, stando anche alle dichiarazioni del suo difensore Franco Coppi, è andato “oltre le più rosee previsioni”. Il leader di Forza Italia ha appreso la notizia mentre si trovava a Cesano Boscone, all’Istituto Sacra Famiglia, per svolgere i servizi sociali in seguito alla condanna per frode fiscale nel processo Mediaset, ma non ha commentato a caldo, ha fatto passare qualche ora e affidato la sua riflessione a una nota nella quale ribadisce la strada tracciata con il Patto del Nazareno. Berlusconi si dice “profondamente commosso” e rivolge il suo primo pensiero a quanti gli sono stati vicini e “hanno sofferto con me anni di aggressione mediatica, di pettegolezzi, di calunnie”. Ma subito dopo c’è “un pensiero di rispetto” per la magistratura “che ha dato oggi una conferma di quello che ho sempre asserito: ovvero che la grande maggioranza dei magistrati italiani fa il proprio lavoro silenziosamente, con equilibrio e rigore ammirevoli”. E infine ribadisce “con più serenità” la linea annunciata a muso duro nell’ultima riunione con i parlamentari azzurri su riforme e legge elettorale: “Da oggi possiamo andare avanti con più serenità. Il percorso politico di Forza Italia non cambia. Credo che questo sia nell’interesse dell’Italia, della democrazia, della libertà”, scrive Berlusconi. Un nuovo clima che traspare poco però dalle parole del capogruppo alla Camera di Forza Italia Renato Brunetta, che subito dopo la sentenza si è affrettato a incalzare il Parlamento riproponendo la richiesta di una commissione parlamentare d’inchiesta “sui fatti oscuri che hanno stravolto con un golpe la democrazia in Italia”, ossia il cosiddetto caso Geithner e le vicende che portarono alle dimissioni da parte di Berlusconi da presidente del Consiglio alla fine del 2011. E se non bastasse questo a dare più “serenità” ai rapporti istituzionali, Brunetta tira un sasso sulla finestra del Quirinale per recapitare un messaggio non proprio di riconciliazione: “Questa sentenza impone di riscrivere la storia di questi anni. Ed impone, come minimo risarcimento, la grazia subito per Silvio Berlusconi, se esiste un po’ di decenza”. Anche il leader del Nuovo Centrodestra Angelino Alfano parte dalla necessità di “una rilettura storico politica di quel terribile anno 2011” ma l’approdo è di tutt’altro tono: con l’assoluzione di Berlusconi “si rafforza certamente la strada intrapresa per cambiare con coraggio il Paese sia sul fronte delle riforme istituzionali e della legge elettorale sia su quello del rilancio economico, della diminuzione della tassazione, della lotta alla burocrazia”, dice Alfano rivendicando la scelta fatta con il sostegno a Letta prima e a Renzi poi, criticando implicitamente la rottura delle “grandi intese” consumata da Silvio Berlusconi e da Forza Italia proprio sul fronte giudiziario. Con l’assoluzione di Berlusconi naturalmente si apre la strada a diversi possibili scenari sul futuro della legislatura e tra i più estremi c’è anche quello formulato da uno che Forza Italia e Silvio Berlusconi l’ha frequentati a lungo: “L’esito di questa vicenda dovrebbe suggerire a Forza Italia di riprendere lo spirito di grande coalizione con cui era cominciata la legislatura e, nell’interesse del paese e del miglioramento della sua economia, considerare la possibilità di rientrare nella maggioranza e nel governo”. Parola di Mario Mauro, ad oggi, dopo varie vicissitudini, presidente dei Popolari per l’Italia. (Pif – 18 lug)

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