La percentuale di residenti che giornalmente esce dall’alloggio di dimora abituale per raggiungere il posto di lavoro, la scuola o l’università è più elevata nelle province autonome di Bolzano (57%) e Trento (56,2%) seguite da Lombardia (54,1%), Veneto (53,6%), Emilia-Romagna (53,1%) e Valle d’Aosta (52,7%). Al di sotto del valore medio nazionale si collocano tutte le regioni del Sud, con le incidenze più basse registrate in Sicilia (41,3%) e Calabria (41,5%), nonché la Liguria (46,8%). Lo rende noto l’Istat diffonde sulla base dei dati del Censimento generale della popolazione. Il 66,4% delle persone che quotidianamente si spostano lo fanno per motivi di lavoro (63,8% nel 2001), il restante 33,6% per recarsi al luogo di studio. La geografia degli spostamenti risulta differenziata sul territorio per via della diversa struttura per età e delle diverse situazioni lavorative. Le regioni dove ci si sposta di più per motivi di lavoro sono quelle del Nord, , dove generalmente i tassi di occupazione sono più elevati. Le percentuali più elevate di spostamenti per lavoro si riscontrano in Valle d’Aosta (72,2%), Emilia Romagna (71,3%) e Friuli Venezia Giulia (71,1%), mentre nelle regioni del Sud e nelle isole le quote sono più basse. Nelle regioni del Sud sono invece più rilevanti gli spostamenti quotidiani dei giovani per raggiungere il luogo di studio, con le incidenze più alte in Campania (45,1%), Sicilia (41,6%) e Puglia (40,3%). In tutti i comuni dell’Italia settentrionale e centrale con almeno 250 mila abitanti la percentuale di residenti che si sposta per motivi di lavoro è superiore alla media nazionale, mentre valori più bassi si registrano a Bari (63,2%), Catania (58%), Palermo (57,9%) e Napoli (54,6%). (red – 4 ago)