Oggi è l’ultimo giorno utile per la regolarizzazione dei versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 20 agosto 2013 usufruendo della riduzione della sanzione in misura pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo sino al quattordicesimo. La normativa di riferimento è la seguente: D.Lgs. 18/12/1997, n. 471, art. 13; D.Lgs. 18/12/1997, n. 472, art. 13; Risoluzione 17/02/2009, n. 43/E; Risoluzione 14/07/2008, n. 296/E; Risoluzione 24/05/2007, n. 114/E; Risoluzione 04/06/2002, n. 166/E; Risoluzione 24/04/2001, n. 52/E; Risoluzione 28/03/2001, n. 36/E; Risoluzione 09/08/2000, n. 131/E; Risoluzione 14/07/2000, n. 113/E; Circolare 13/07/1998, n. 184/E; Risoluzione 23/06/2011, n. 67/E.
Auguri ai contribuenti e ai commercialisti.
D’altra parte lo Stato chiede 118 adempimenti a chi vuole aprire un’attività da estetista, mentre sono 84 gli obblighi di legge da rispettare – tra autorizzazioni, concessioni, subingressi, comunicazioni – per una nuova manifattura. Dal 2008 al 2013 sono state approvate ben 491 norme fiscali, di cui 288 con impatto burocratico sulle imprese. Per gli adempimenti tributari è necessario ogni anno un tempo pari a 36 giorni di lavoro. Il tributarista Ernesto Ruffini ha contato 121 voci per imposte sostitutive e crediti d’imposta (più 23 agevolazioni), 81 per sanzioni, 65 per ritenute, 57 per addizionali, 29 per l’Irpef, 22 per interessi, 18 per l’IVA, 17 per l’Ires (più 11 per l’Irpeg), e poi una quantità imprecisata di eccedenze, recuperi, definizioni, emolumenti, acconti, dichiarazioni, retribuzioni, riliquidazioni, ravvedimenti, restituzioni. Una farsa.
Ma è lo stesso Stato così poco occhiuto che dopo aver inviato ai suoi cittadini che ritiene in debito col fisco cartelle di pagamento per 807 miliardi di euro, è riuscito a incassarne in un decennio meno di 70. C’è chi dice che questa sproporzione nasce dal fatto che le cartelle sono in genere gonfiate e sono inesistenti molti dei crediti vantati. Forse è così, forse la difficoltà di riscuotere ha altre spiegazioni. Sta di fatto che senza una seria riforma fiscale l’Italia resterà il paradiso degli azzeccagarbugli e degli evasori, due categorie molto ben rappresentate in Parlamento.