La sfida oggi nelle scelte di politica internazionale è come intervenire per stabilizzare crisi come quelle in corso in Siria e Ucraina rispettando “la regola della non ingerenza, che è una delle regole fondamentali e il diritto di ingerenza umanitaria”. E’ la questione sollevata dal sottosegretario agli Esteri Mario Giro nel corso dell’incontro dal titolo “Il ruolo del diritto internazionale nelle relazioni internazionali, con particolare riferimento alle crisi dell’Ucraina e della Siria” che si è svolto oggi a Montecitorio su iniziativa della Conferenza del Gruppo italiano di Parlamentarians for global action. “E’ un problema serio che sfida i governi continuamente” ha detto Giro secondo cui è necessario dotarsi di “uno strumento di intervento, anche sanzionatorio, concreto, di polizia internazionale che non subisca le accuse di ingerenza ma che rispetti il diritto di sicurezza” internazionale. Ad oggi infatti, ha spiegato Giro, “non siamo soddisfatti da come funziona il Consiglio di Sicurezza” e della politica estera dell’Europa che deve essere orientata “a risolvere davvero le crisi”. “Non abbiamo lo strumento per intervenire nelle crisi interne e si lavora quindi con alleanza ad hoc, le coalizioni, che hanno però una legittimità tutta loro che non viene dall’Onu o dal diritto internazionale” ha detto Giro. All’incontro ha partecipato anche la vice presidente della Camera Marina Sereni che nel suo intervento ha ricordato come “in questa legislatura anche grazie all’ingresso di giovani parlamentari è molto cresciuta l’attenzione e la consapevolezza della dimensione globale e internazionale del lavoro che facciamo, quanto è interconnesso il lavoro dei parlamentari nazionali anche rispetto alle scelte che compie la comunità internazionale”, sottolineando la “progressiva integrazione tra diritto internazionale e diritti statali di cui noi parlamentari siamo non solo testimoni ma anche attori nelle nostre scelte legislative”. (Clr)