E’ nella culla della lingua italiana, nella terra di Dante, che oggi si sono aperti gli Stati generali della lingua italiana nel mondo. “Dove parlare di italiano se non a Firenze, nella città culla della lingua italiana di Dante” afferma Dario Nardella, sindaco di Firenze, che da Palazzo Vecchio, aprendo i lavori, lancia le sue tre proposte per promuovere la cultura e la lingua del Belpaese in tutto il mondo, usando gli strumenti che ben rappresentano l’Italia: la musica, l’arte e il cinema. “Perché – chiede Nardella – non porsi l’obiettivo di raddoppiare in tre anni le tournée delle nostre orchestre sinfoniche e liriche e dei nostri organici di musica popolare nel mondo?”. Il primo cittadino di Firenze propone poi di lanciare l’Erasmus delle arti, idea piaciuta anche al ministro Giannini: “Verifichiamo se ci sono le condizioni perché l’Italia possa ospitare questo programma dedicato alle arti – dichiara Nardella – come veicolo della lingua italiana nel mondo”. Per quanto riguarda il cinema, Nardella immagina “in ogni istituto italiano di cultura una scuola di cinema per i giovani”. Durante l’iniziativa, voluta dal ministero degli Esteri e della cooperazione internazionale in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, università e ricerca e con il ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo, è intervenuta anche Luisa Todini, presidente di Poste Italiane. Una partecipazione che testimonia il “ruolo che anche le imprese possono svolgere per il rafforzamento di un mercato estero sempre più attento ai valori e quindi anche ai prodotti del made in Italy”, si legge in una nota dell’azienda che sta portando avanti una serie di iniziative per “favorire la conoscenza della lingua italiana tra le comunità straniere di recente immigrazione”. “Sviluppare e sostenere la diffusione della lingua italiana – dichiara Todini – significa non solo dare impulso alla nostra identità storica e culturale, ma anche contribuire allo sviluppo del nostro Paese attraverso il turismo e la promozione dei nostri prodotti all’estero e la formazione di nuove classi dirigenti”. Mentre, secondo il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, “nel mercato delle lingue il nostro errore è quello di pensare di avere una lingua debole. Non è così. C’è molta richiesta che dobbiamo accompagnare. Dobbiamo rendere consapevoli gli italiani della ricchezza della loro lingua”. Inoltre, l’italiano è stato “un modo di restare uniti ai tanti italiani nel mondo – ha detto ancora Giro -, quasi una nostalgia, ma anche cultura, simbolo di creatività e qualità, di un particolare modo di fare impresa: made in Italy ma anche made by italians”. “La nostra lingua – ha evidenziato Giro – come tutte, è un bene dell’umanità: non appartiene solo all’Italia ma vive ed abita in tutti coloro che la parlano”. Secondo il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini “questi primi Stati generali della lingua italiana nel mondo sono un segnale politico importante che intende fissare la cultura al centro dell’agenda proponendo la lingua italiana come struttura portante”. “Lingua e identità – ha aggiunto Giannini – sono infatti parti di una stessa medaglia: l’italiano rappresenta un caso emblematico di lingua della diplomazia, all’interno di un’area, quella mediterranea, di notevole interesse per gli scambi di ogni genere”. Alla prima giornata degli Stati generali a Firenze, anche un rappresentante della cultura italiana nel mondo: Renzo Arbore. “Giro da 25 anni il mondo con la mia Orchestra Italiana” ha raccontato Arbore sottolineando l’importanza delle canzoni italiane come “veicolo straordinario di diffusione” della lingua, “anche solo leggendo i versi meravigliosi dei grandi che hanno fatto la musica nel Novecento, da Francesco De Gregori a Gino Paoli. Sono autentiche poesie, penso a Gaber, De André, Battisti. E’ un po’ come il cibo: propinare agli stranieri innamorati dell’Italia i versi bellissimi – ha concluso Arbore – dei nostri cantautori del Novecento”. (Cle / Paf – 21 ott)