“PARLIAMO DI CALCIO” CON MICHEL PLATINI
In “Parliamo di calcio” (Bompiani, pp. 288, 17 euro) Michel Platini descrive la sua visione del calcio: come è oggi e come dovrebbe essere in un prossimo futuro. Individua e spiega tutti i pericoli che il calcio dovrà affrontare nei prossimi anni e offre soluzioni basate sulla sua esperienza, sia come giocatore che come presidente della Uefa. Dialogando con Gerard Ernault, passa in rassegna tutti i “capitoli” del calcio: dalla sua storia al perché è diventato un gioco “universale”, dalle sue regole al ruolo degli arbitri, dalla dimensione finanziaria all’etica dei giocatori. “Parliamo di calcio è una commedia che sfiora l’inferno, affronta il limbo e sogna il paradiso. È l’esplorazione di un mondo che gli amanti del calcio non conoscono, vale a dire la storia vera di questo sport, il suo fascino mondiale, la sua universalità, le sue radici, le sue trasformazioni, il suo potere, i suoi limiti, le sue leggi, la sua naturale bellezza, i suoi inganni, le sue sofferenze, le sue tragedie, i suoi trionfi” si legge nella presentazione di Tony Damascelli. (Red)
SALMON SPIEGA “LA POLITICA NELL’ERA DELLO STORYTELLING”
Ne “La politica nell’era dello storytelling” (Fazi, pp. 180, 16 euro), Christian Salmon mette a fuoco le trasformazioni che interessano la sfera politica, specialmente nel campo della comunicazione, offrendo anche un’analisi della spettacolare campagna elettorale di Obama. L’homo politicus tradizionale è un animale in via di estinzione? Prima la rivoluzione neoliberista degli anni Ottanta, poi l’avvento della rete e della società della comunicazione: i politici sono ormai sottoposti alle ingerenze di entità esterne, come il mercato, e chiamati a dire la loro in continuazione, a mettere la faccia – e il corpo – a disposizione dei media. Il loro lavoro è sempre più una performance per catalizzare l’attenzione e suscitare emozioni intrattenendo un elettorato sempre più vorace. Non sarà che in questo nuovo circo politico-mediatico proprio i governanti finiscono vittime di un gioco sacrificale? Dopo l’uscita del libro in Francia, Salmon ha una rubrica sul quotidiano Le Monde per parlare proprio del fenomeno descritto nel libro. (Red)
“GELO. PER I BASTARDI DI PIZZOFALCONE” DI MAURIZIO DE GIOVANNI
“Gelo. Per i Bastardi di Pizzofalcone” (Einaudi, pp. 300, 19 euro) di Maurizio De Giovanni è ambientato in una Napoli dove l’inverno è stranamente freddo e impietoso. Una diciannovenne calabrese viene ritrovata morta per strangolamento, è stata uccisa nell’appartamento del fratello fuori sede, un giovane, bravissimo biologo, ammazzato anche lui a furia di percosse. La ragazza era scappata da un padre pregiudicato e manesco per inseguire il suo innamorato, uno spiantato con ambizioni da cantautore che per sbarcare il lunario fa il cameriere. I sospetti ricadono sul padre, da poco uscito di galera dopo aver scontato una condanna per omicidio, ma anche sul fidanzato, con cui la ragazza aveva litigato per gelosia. Toccherà all’ispettore Lojacono e alla squadra che ormai tutti conoscono come i Bastardi di Pizzofalcone addentrarsi nel freddo di una famiglia violenta e di un amore ferito, per scovare il male che si annida nelle relazioni, e soprattutto inchiodare l’assassino. (Red)
LA RIVOLTA DI CANGSHAN IN “LE CANZONI DELL’AGLIO”
“Le canzoni dell’aglio” (Einaudi, pp. 400, 22 euro) di Mo Yan, è ispirato a un fatto realmente accaduto: la rivolta del 1987 nel distretto di Cangshan. I contadini, esasperati perché l’intero raccolto di aglio era rimasto invenduto a causa dell’incompetenza e dell’avidità dei funzionari locali, avevano fatto irruzione nella sede del governo, bruciandone gli uffici. La storia è narrata in ventuno capitoli, ognuno introdotto dal cieco Zhang Kou che canta le vicende svoltesi nell’immaginario distretto Paradiso – e le gesta dei suoi abitanti, ormai interamente dipendenti dalla coltivazione dell’aglio a scapito delle colture tradizionali. Le ballate di Zhang Kou parlano di oppressione e soprusi perpetrati dal Partito Comunista attraverso i suoi scagnozzi locali, che sfruttano le masse in nome della riforma economica. Il cieco inciterà il popolo alla rivolta e, alla fine dei tumulti che ha contribuito a scatenare, verrà ritrovato cadavere, con la bocca piena di fango. Muovendosi lungo tre diversi piani temporali, l’autore racconta una tragica storia d’amore, le prime avvisaglie della rivolta e il presente dei coltivatori ribelli, imprigionati dalle autorità nel carcere distrettuale. Allo squallore della vita quotidiana, dominata dalla crudeltà della lotta per la sopravvivenza di una classe contadina che, calcolatrice e insensibile, annienta i propri figli, fanno da contrappunto visioni surreali popolate di sogni, incubi e ricordi. (Red)
“AVRO’ CURA DI TE”: UN DIALOGO CON L’ANGELO CUSTODE
Gioconda detta Giò ha trentasei anni, una storia familiare complicata alle spalle, un’anima inquieta per vocazione o forse per necessità e un unico, grande amore: Leonardo. Che però l’ha abbandonata. Smarrita e disperata, si ritrova a vivere a casa dei suoi nonni, morti a distanza di pochi giorni e simbolo di un amore perfetto, capace di fare vincere la passione sul tempo che passa: proprio quello che non è riuscito al suo matrimonio. Ma una notte Giò trova un biglietto che sua nonna aveva scritto all’angelo custode, per ringraziarlo. Con lo sconforto, e con il coraggio di chi non ha niente da perdere, Giò ci prova: scrive anche lei al suo angelo. Che, incredibilmente, le risponde. E le fa una promessa: avrò cura di te. Poi rilancia. L’angelo non solo ha una fortissima personalità, ma ha un nome: Filèmone, e una storia. Soprattutto ha la capacità di comprendere Giò come Giò non si è mai compresa. Di ascoltarla come non si è mai ascoltata. Nasce così uno scambio intenso, divertito, commovente, che coinvolge anche le persone che circondano Giò: il puntiglioso ex marito, la madre fricchettona, l’amica intrappolata in una relazione extraconiugale, una deflagrante guida turistica argentina, un ragazzino che vuole rinchiudersi in una comune… Grazie a Filèmone, voce dell’interiorità prima che dell’aldilà, Giò impara a silenziare la testa e gli impulsi, per ascoltare il cuore. Ne avrà davvero bisogno quando Filèmone la metterà alla prova, in un finale che sembrerà confondere tutto. Ma a tutto darà un senso. Tutto questo è “Avrò cura di te” (Longanesi, pp. 208, 16 euro) di Massimo Gramellini e Chiara Gamberale. (PO / Red)