“C’è cultura nella politica, nel sociale e nell’ economia, è un’ immagine radicata nel nostro territorio e questo legame tra cultura e vita è la base della cooperazione tra Italia e Africa”. A dirlo è il sottosegretario degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Mario Giro, aprendo l’ evento culturale “Italia e Africa tra cultura ed etnologia”, nell’ ambito dell’ iniziativa Italia-Africa. “È ormai consolidato – continua Giro – che l’ Africa si sta sempre più affermando come protagonista internazionale; non è solo un giacimento a cielo aperto, ma è ricca di risorse umane e il suo potenziale sta nei giovani”. Il sottosegretario del Maeci, ricordando che secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale “sette delle dieci economie che registreranno i più elevati tassi di crescita nel quinquennio in corso 2011-2015 appartengono a Paesi sub-sahariani”, accende i riflettori sulla trasformazione del continente, “una grande realtà in movimento” e per comprenderla è necessario “guardare non solo alle cifre economiche o alla competizione per la conquista di nuovi mercati, ma capire i nuovi impulsi creativi”. Per questo, secondo Giro, “bisogna investire nel settore della formazione, dell’ educazione e dell’ innovazione culturale”. E l’ Italia ha risposto a questi stimoli lanciando, il 30 dicembre scorso, l’ iniziativa Italia-Africa: “Un metodo nuovo – lo definisce il sottosegretario -una definizione concreta delle principali sfide per un rilancio dei rapporti bilaterali”.
GLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA
“La promozione culturale in Africa subsahariana – sottolinea Giro – avviene principalmente attraverso i tre Istituti italiani di cultura” di Addis Abeba, Nairobi e Pretoria, “la cui attività nel corso del 2014 si è particolarmente concentrata sulla musica e sul cinema”. Secondo il presidente del Senegal, Macki Sall, “cultura ed etnologia determinano il nostro modo di essere e di interagire come individui di una società”, senza dimenticare “le nuove sfide che dobbiamo affrontare, come quella dell’ immigrazione, che ci chiamano a trovare, con responsabilità, soluzioni a drammi umanitari”. “Non bisogna dimenticare la situazione di crisi e di disagio sociale in Africa – aggiunge Giro -, ma è necessario guardare al continente con occhi nuovi e senza attitudini semplificative”. E il Belpaese può dare tanto per rilanciare l’ interscambio culturale: “L’ Italia – dice il sottosegretario del Maeci -, forte delle sue eccellenze nel settore culturale e artistico, può contribuire con progetti di restauro di opere d’ arte e al contrasto del traffico illecito”. Nell’ ambito dell’ iniziativa viene aperta a Roma la mostra “L’ arte dell’ Umanità” organizzata dalla fondazione Benetton su ideazione del progetto “Imago Mundi” di Luciano Benetton: “In esposizione fino all’ 11 gennaio – afferma Giro – più di 2mila opere” realizzate da molti artisti africani”. “Abbiamo molto da dirci e da scambiarci – chiosa il sottosegretario del Maeci – e una nuova qualità dei rapporti può creare uno spirito adatto per legare insieme due continenti nel grande mare della globalizzazione”. (19 nov – Sip)