Per la missione della coalizione anti-Isis, l’Italia fornirà quattro velivoli Tornado e una relativa cellula di supporto a terra, per 135 militari complessivi, in aggiunto a quanto già comunicato al Parlamento lo scorso 16 ottobre. Ad ogni modo però “il Governo non intende fare nulla di nuovo o di diverso rispetto a quanto già comunicato, quanto piuttosto implementare quelle misure e quelle forme di assistenza militare di cui si è già data informazione e per le quali si era raccolto un significativo consenso”. E’ per questo che l’implementazione non è passata di nuovo preventivamente al vaglio delle Commissioni Esteri e Difesa del Parlamento, oggi riunite in seduta congiunta: “Ognuno ha la propria opinione, ma fino a quando il Parlamento non mi dice è contrario alla nostra partecipazione, io vado avanti pensando che quella sia la volontà della maggioranza – spiega la Pinotti – Il voto in aula sarebbe stato necessario se non si fosse trattato solo di una ricognizione, come invece è”. Il ministro spiega che “la scelta dei velivoli pilotati per l’attività di ricognizione è strettamente connessa con le esigenze operative palesatesi nel corso delle ultime settimane, ovvero la già richiamata necessità di sorvegliare il territorio, scoprire le formazioni armate e identificarle correttamente come ostili”. Si tratta di attività “assolutamente necessarie per consentire un utilizzo efficace delle altre componenti militari della coalizione che operano per il contrasto dell’Isis, ovvero le componenti aeree multinazionali e le componenti terrestri delle forze federali irachene e di quelle curde”. Pinotti specifica poi che “il nostro intervento sarà solamente in Iraq, non in Siria, e ci muoviamo soltanto in base alle richieste delle coalizione, e su richiesta degli stessi Paesi coinvolti e che devono essere i primi a dirci di cosa hanno bisogno” aggiungendo che “rimane comunque esclusa da parte dei velivoli italiani ogni azione di bombardamento e partecipazione diretta alle azioni militari”. (PO / Sis – 20 nov)