Dopo il forte calo registrato tra il 2011 e il 2012, nel 2014 la soddisfazione generale della popolazione di 14 anni e più si è stabilizzata sui livelli del 2013. Lo sostiene un report dell’Istat. Alla domanda “Attualmente, quanto si ritiene soddisfatto della sua vita nel complesso?”, potendo indicare un punteggio da 0 a 10 (dove 0 indica “per niente soddisfatto” e 10 “molto soddisfatto”), in media le persone danno un voto pari a 6,8 (come per i due anni precedenti), e anche il valore mediano è pari a 7. I livelli di soddisfazione più alti (punteggi pari a 8, 9 e 10) sono indicati dal 35,4% delle persone di 14 anni e più, valore molto simile a quello rilevato nel 2013. Stabile anche la quota di popolazione (4,4%) che esprime un giudizio negativo (tra 0 e 3).
LE DIFFERENZE REGIONALI – Il Nord presenta un valore medio di soddisfazione pari a 7,0, il Centro pari a 6,8 e il Mezzogiorno il valore più basso: 6,5. Le regioni con i più elevati livelli di soddisfazione sono il Trentino-Alto Adige (7,4) e la Valle d’Aosta (7,2), mentre la regione con il livello più basso è la Campania (6,3). Non emergono, nel complesso, rilevanti differenze di genere. Lo scostamento maggiore riguarda le donne di 75 anni e oltre, con un livello medio di soddisfazione inferiore a quello degli uomini della stessa età (5,5 contro 7,2).
LA SODDISFAZIONE CALA CON L’ETÀ: si passa, infatti, da una media di 7,4 tra i giovanissimi di 14-17 anni, a una media di 6,4 tra chi ha 75 anni e oltre (Prospetto 2). Chi è occupato è in media molto più soddisfatto di chi è alla ricerca di un lavoro (7,0 contro 6,2). Tra gli occupati, inoltre, i dirigenti, imprenditori e liberi professionisti (7,3), insieme agli impiegati (7,2) dichiarano livelli di soddisfazione più alti rispetto a operai e lavoratori in proprio (6,8). Anche gli studenti risultano mediamente molto soddisfatti (7,3).
E CRESCE CON IL TITOLO DI STUDIO – Il livello di soddisfazione cresce con il titolo di studio, passando da un punteggio di 6,4 tra chi ha solo la licenza elementare a 7,2 tra i laureati. Si confermano, quindi, i divari territoriali e sociali nella diffusione del benessere soggettivo già osservati nel 2013. Nei contesti territoriali in cui esso è più elevato – Nord e Centro – la media delle valutazioni sale ancora rispetto all’anno scorso, mentre scende nel Mezzogiorno. (Red – 20 nov)