“Provo un grande sgomento ogni volta che apprendo di un nuovo caso di femminicidio, soprattutto constatare questa enorme aggressività, davvero inspiegabile. Una malvagità innaturale, di cui non riesco a trovare le ragioni”. così Lucia Annibali, l’avvocato sfregiata dall’acido il 6 aprile 2013, parla a “Voci del mattino”, su Rai Radio 1, a pochi giorni dalla giornata internazionale contro la violenza sulle donne. “E’ incredibile. In molti casi – sottolinea – si tratta di una vera e propria patologia, che spinge l’uomo, in questo caso, a commettere violenza, a essere cosi crudele nei confronti della donna. Credo che anche il tessuto familiare abbia una profonda incidenza sulla personalità di chi si macchia di questi comportamenti. A volte è un fatto di limiti culturali, insomma sono tante le componenti. E’ ovvio che laddove esista una patologia, questo non deve assumere valenza di alibi o scusante, però occorre tenerne conto”. Sul ruolo dei mass media ha aggiunto: “I media sono importanti, perché far conoscere queste storie può indurre altre donne a trovare il coraggio di denunciare, di portare alla luce i fatti, ma io penso che si debba prestare più attenzione e sensibilità, più preparazione nel trattare questi casi, perché a volte si tende a passare dalla cronaca nera a quella rosa, a fare gossip, e questo certo non è di aiuto per la vittima, per la parte che soffre per quei comportamenti e per quelle violenze”. (Red – 21 nov)