(3 dic) Dodici dischi di platino, 4 dischi d’oro e 2 d’argento in Italia e in Europa, con innumerevoli hit ed album presenti nelle classifiche di vendita ufficiali di tutto il mondo. Questi i numeri vincenti della Planet Records tra le 3 etichette musicali più forti nel campo della musica tropicale negli Stati Uniti e la numero uno a livello mondiale. Creata nel 1998 dal produttore Roberto Ferrante, in pochi anni è diventata un punto di riferimento tra le etichette indipendenti italiane ed europee raggiungendo presto milioni di visualizzazioni sul canale You Tube. “Il nostro successo – racconta Ferrante – è il risultato di una grande esperienza maturata negli anni come etichetta indipendente. La crisi discografica degli ultimi anni ci ha, infatti, posto davanti ad una scelta: puntare verso un’ulteriore espansione o viceversa optare per un ridimensionamento. Da buon italiano – ha aggiunto – ho scelto di affrontare la crisi rimboccandomi le maniche, sfruttando il successo ottenuto precedentemente per rivolgermi anche al mercato americano, proprio in virtù della mia passione per la musica latina, senza però perdere di vista gli obiettivi e rimanendo quindi con i piedi per terra”. Dal 2004 la Planet Records è attiva anche nel settore dell’editoria cartacea pura con il magazine bimestrale “Latino!”, contando inoltre su un gruppo discografico ed editoriale internazionale con sedi e operatori a Miami, New York, Napoli, Milano, Parigi, La Havana e Santo Domingo. “Sostanzialmente – ha precisato Ferrante in merito ai diversi mercati ai quali la Planet Records si rivolge – è possibile distinguere due diversi tipi di mercato: quello americano e sud-americano, diverso rispetto a quello europeo e più in generale mondiale. Mentre all’interno del mercato europeo la musica latina viene apprezzata indipendentemente dalle origini dell’artista (decretando un’immediata simpatia nei confronti di una hit come ‘Bailando’ ad esempio) in America, invece, riscontriamo spesso muri culturali pazzeschi, fortemente legati alle singole comunità che ascoltano ad esempio solo musica cubana o colombiana, dando vita quindi ad un mercato decisamente madrelingua”. Il papà della Planet Records ha poi spiegato che “la carriera di produttore artistico-musicale permette oggi ai giovani di avere molto spazio. È fondamentale – ha però aggiunto – non aspettarsi mai nulla dalle majors: è necessario puntare sull’indipendenza, traguardo che oggi è possibile raggiungere anche grazie ai numerosi canali che si hanno a disposizione, primo fra tutti Internet”. “Il segreto – conclude Ferrante – è sicuramente quello di tenere duro, essere lungimiranti, e riuscire a cogliere il momento individuando il nuovo successo musicale”. (Paf)