(16 dic) Da diversi anni l’università di Macerata tesse rapporti con l’ateneo di Pechino: scambi culturali, progetti di cooperazione, collaborazioni nella didattica e nella ricerca. L’ultima conferma dell’ormai solido legame tra le due istituzioni arriva dalla nona conferenza mondiale degli Istituti Confucio che si è tenuta la settimana scorsa a Xiamen e che ha celebrato il primo decennale dalla nascita di queste istituzione. Nell’occasione, infatti, sono stati dati il via a nuovi e cruciali sviluppi nelle relazioni tra l’Università di Macerata e la Cina. All’evento hanno partecipato oltre duemila delegati di Istituti Confucio e atenei di 126 paesi del mondo. Anche quest’anno l’Istituto Confucio di Macerata – premiato già lo scorso anno per la miglior performance individuale – ha dominato la scena: sia in occasione della conferenza mondiale (dove il rettore Luigi Lacchè, presidente dell’Istituto, e il direttore Giorgio Trentin hanno presieduto e coordinato due importanti forum), sia nell’incontro con gli altri Istituti Confucio, di cui quattro americani, nati in accordo con la Normal University di Pechino. Francesca Spigarelli, direttrice del China Center dell’Università di Macerata, ha proposto di valorizzare la rete dei Confucio della Normal, attraverso iniziative comuni di ricerca e disseminazione, come la collaborazione al progetto – già avviato da Unimc – sullo studio di soluzioni urbanistiche inclusive e armoniose, da riversare su bandi Horizon 2020. Inoltre la segretaria del partito della Normal University, Liu Chuansheng ha mostrato estremo interesse per il progetto di trasformare Villa Lauri di Macerata in un grande hub (snodo internazionale) della cultura cinese in Italia e in Europa, potenziando il China Center come piattaforma di ricerca e di analisi su economia e investimenti tra Italia, Europa e Cina. (red)