IL “PENSIERO ASSORTO” DI CASORATI
Si intitola “Il pensiero assorto” la mostra che la Galleria d’Arte moderna di Roma dedica a Felice Casorati, figura di primo piano nel panorama dell’arte italiana del Novecento, di cui conserva non solo alcune delle opere più celebri, ma anche un importante fondo di disegni e di grafica. In mostra per il ciclo espositivo Wunderkammer, fino all’1 febbraio, sono alcuni splendidi fogli di grande formato non visti da tempo, che ne testimoniano la sensibilità e le peculiarità delle scelte grafiche – morbide volumetrie create dal carboncino e sobrie definizioni di figure a matita nera – accanto a schizzi più rapidi capaci di svelare in modo affascinante il suo modus operandi. Il ciclo Wunderkammer è curato da Virginia Bertone che ha invitato per l’occasione a ordinare l’allestimento Riccardo Passoni, attento studioso dell’opera di Felice Casorati. (red)
LE “AMERICAN CHRONICLES” DI ROCKWELL
Roma, 16 gen -Fondazione Roma Museo – Palazzo Sciarra presenta, fino all’8 febbraio, la mostra “American Chronicles: the Art of Norman Rockwell” promossa dalla Fondazione Roma, organizzata dal Norman Rockwell Museum di Stockbridge, nel Massachusetts, e dalla Fondazione Roma-Arte-Musei, in collaborazione con la Fondazione NY e la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma. Una retrospettiva sul percorso creativo di Norman Rockwell (1894-1978), artista statunitense che con il suo talento ha illustrato la storia di un’America da lui stesso sognata. La mostra, per la prima volta in Italia, ripercorre la produzione di uno dei più acuti osservatori e narratori della società statunitense, che gli è valsa l’appellativo di “artista della gente”. Le sue illustrazioni, minuziose e lievi, dirette al cuore più che alla mente, hanno descritto per più di cinquant’anni (dagli anni Dieci agli anni Settanta), sogni, speranze ed ideali, riflettendo e allo stesso tempo influenzando comportamenti e pensieri degli americani del XX secolo. Nelle sue tavole emergono personaggi positivi, rassicuranti, fiduciosi, familiari e proprio perché tali, coinvolgenti. L’osservazione della realtà in Rockwell si fa pittura e al contempo storia; la storia di un mito, quello americano, che va ben oltre il confine degli Stati Uniti. L’artista alterna la spensieratezza delle origini, racchiusa nell’espressione di un fanciullo che fugge per una marachella – ad esempio No swimming del 1921 – alla bambina afroamericana che, per avvalersi del suo diritto all’istruzione, viene scortata a scuola: The Problem We All Live With del 1964, opera emblematica che riflette il dramma dell’apartheid.(red)
ESPLORANDO ALBERTO GIACOMETTI
Dopo la fortunata mostra romana, si tiene fino all’1 febbraio, alla Galleria d’Arte Moderna (Gam) di Milano, la mostra dedicata allo scultore Alberto Giacometti. L’esposizione è promossa dal Comune di Milano e da 24 Ore Cultura ed è la prima di 4 grandi mostre dedicate alla scultura che saranno ospitate dalla Gam, recentemente riallestita. Curata da Catherine Grenier, direttore della Fondazione Annette Giacometti di Parigi, presenta una selezione significativa di 60 opere tra sculture, dipinti e disegni e metterà in luce il ruolo fondamentale dell’artista svizzero nello sviluppo della scultura internazionale del Novecento. Attraverso le sculture, i dipinti e i disegni realizzati tra gli anni Venti e Sessanta, si potrà seguire l’evoluzione artistica di Giacometti, dai suoi inizi in Svizzera alla maturità, trascorsa perlopiù nell’atelier di rue Hippolyte-Maindron a Parigi: un percorso cronologico che si articola in cinque sezioni, costituite a loro volta da diversi gruppi tematici, e che permette di ripercorrere la carriera dell’artista: dall’esordio a contatto con il Post-cubismo e il Surrealismo, all’età più avanzata, durante la quale il filo conduttore diventa la perpetua ricerca di qualcosa che gli sfugge. A corredo e integrazione del percorso una selezione di disegni e schizzi, immagini d’archivio, foto intime e d’autore, che aiutano a meglio contestualizzare il procedimento artistico di Giacometti, dal periodo Surrealista agli ultimi anni. (red)
JJOAN JONAS, LA REGINA DELLA PERFORMANCE
Fino all’1 febbraio Pirelli HangarBicocca presenta la mostra “Light Time Tales”, la prima grande mostra personale di Joan Jonas – una delle più riconosciute artiste viventi, considerata la massima autorità in campo di storia e teoria della performance – ospitata presso un’istituzione italiana, che riunisce, tra opere storiche e più recenti, dieci installazioni e nove video monocanale, tra cui un nuovo video concepito appositamente per lo spazio milanese. Tra le opere in mostra Reanimation, simbolo dell’evoluzione delle sperimentazioni della 78enne artista newyorkese che si è affermata negli anni ‘60 e ‘70 grazie alla sua pionieristica pratica performativa e video. L’opera è punto di partenza dell’omonima performance in collaborazione con il musicista e compositore jazz Jason Moran che sarà presentata il 21 ottobre. Joan Jonas rappresenterà gli Stati Uniti alla 56.ma edizione della Biennale di Venezia, in apertura a maggio. Attualmente è professor emerita presso il Mit Program in Art, Culture and Technology di Boston, ed è autrice di testi di riferimento sul tema delle performing arts. (PO / red)
LA PIU’ GRANDE RETROSPETTIVA SU CHAGALL
Si tiene fino all’1 febbraio a Palazzo Reale di Milano la più grande retrospettiva mai dedicata in Italia a Marc Chagall, con oltre 220 opere – prevalentemente dipinti, a partire dal 1908, data in cui Chagall realizzò il suo primo quadro, Le petit salon, fino alle ultime, monumentali opere degli anni ’80. La mostra “Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985”, promossa dal Comune di Milano guida i visitatori lungo tutto il percorso artistico dell’autore russo, accostando, spesso per la prima volta, opere ancora nelle collezioni degli eredi, e talvolta inedite, a capolavori provenienti dai maggiori musei del mondo, quali il MoMa, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Washington, il Museo Nazionale Russo di S. Pietroburgo, il Centre Pompidou, oltre a 50 collezioni pubbliche e private che hanno generosamente collaborato. Il tema dell’esposizione è dunque centrato su una nuova interpretazione del linguaggio di Chagall, la cui vena poetica si è andata costruendo nel corso del ‘900 attraverso la commistione delle maggiori tradizioni occidentali europee: dall’originaria cultura ebraica, a quella russa, all’incontro con la pittura francese delle avanguardie. La mostra parte dalle opere degli esordi realizzate in Russia e prosegue con quelle del primo soggiorno francese e del successivo rientro in Russia fino al 1921. Con l’autobiografia scritta da Chagall al momento del suo definitivo abbandono della Russia si apre il secondo periodo del suo esilio, prima in Francia e poi, negli anni ’40, in America dove vivrà anche la tragedia della morte dell’amatissima moglie Bella. Con il rientro in Francia e la scelta definitiva di stabilirsi in Costa Azzurra Chagall ritroverà il suo linguaggio poetico più disteso, rasserenato dai colori e dall’atmosfera del Midi.(red)
L’OGGETTO MISTERIOSO DI DE CHIRICO
Prosegue con successo la mostra “Giorgio de Chirico e l’oggetto misterioso” in corso al Serrone della Villa Reale di Monza fino all’1 febbraio. L’esposizione, presenta oltre trenta opere della collezione Fondazione Giorgio e Isa de Chirico dagli anni Quaranta fino alla metà degli anni Settanta, con l’obiettivo di illustrare il ruolo che l’oggetto misterioso gioca nella produzione artistica del Maestro. Il pubblico può immergersi nei mondi metafisici del Maestro attraverso straordinarie tele come “Interno metafisico con pere”, “Sole sul cavalletto”, “La meditazione di Mercurio”, “Il poeta e il pittore” e molti altri. Lungo il percorso espositivo le opere sono accompagnate da video e racconti suggestivi per un’immersione completa nella vita e nell’opera di Giorgio de Chirico. Attraverso i suoi ricordi, le sue fantasie e le sue visioni il pubblico ha la possibilità di scoprire la straordinaria personalità artistica e umana del Grande Metafisico che ritroviamo in tutti i suoi lavori e che ha avuto un ruolo fondamentale nello scenario artistico internazionale del Novecento. (red)