JACOB OLESEN E’ PRIMO LEVI ALL’INDIA E ALL’ARGENTINA
Sarà il grande attore svedese Jacob Olesen a vestire i panni di Primo Levi in “Primo” che, in occasione della Giornata della memoria, farà rivivere l’intensità e la leggerezza della parola e del pensiero di “Se questo è un uomo”. Sottratto alla vita per essere condotto nel luogo della morte, Primo Levi e il racconto della sua esperienza nel campo di concentramento di Auschwitz, durante la seconda guerra mondiale, diventano un recital teatrale per la regia di Giovanni Calò, in scena il 27 gennaio alle 19 e il 28 e 29 gennaio alle 11 al Teatro India, e il 30 gennaio alle 16 al Teatro Argentina. La storia e il cammino di Primo si snoderanno anche attraverso le musiche originali di Massimo Fedeli e le scene di Antonio Belardi ispirate alle opere di Eva Fischer, pittrice croata perseguitata dai nazisti, amica di Pablo Picasso e Marc Chagall, di Luchino Visconti e Salvator Dalì. “A volte si sopravvive per poter raccontare. Primo Levi è sopravvissuto per raccontare. Primo vuole dare voce alla sua testimonianza, perché non si può dimenticare, non si deve – commenta il regista Giovanni Calò – La parola di Levi, insieme alla grande valenza letteraria del suo racconto, hanno favorito il nostro lavoro e mostrato la strada da seguire. I suoi dialoghi hanno già una forza teatrale e la descrizione che fa degli uomini aiuta il lavoro dell’attore”. (Cle)
LLUIS PASQUAL PORTA IN SCENA “FINALE DI PARTITA”
Dopo il successo ottenuto con “La casa di Bernarda Alba”, il regista spagnolo Lluis Pasqual si misura con il beckettiano “Finale di partita”, nella traduzione di Carlo Fruttero, che andrà in scena a Napoli dal 28 gennaio al 15 febbraio al Teatro San Ferdinando. In scena sul palco napoletano Lello Arena, Gigi De Luca, Stefano Miglio, Angela Pagano. Nelle sue note di regia Pasqual ricorda di aver avuto il suo primo incontro con il teatro di Beckett nel 1998 attraverso Aspettando Godot: “Devo confessare – dichiara il regista – che tutto il bagaglio intellettuale con il quale affrontai lo spettacolo, preparandomi per molti mesi, incrementò il mio patrimonio intellettuale, ma mi impedì di avvicinarmi con sguardo chiaro al più straordinario Beckett. Dalla sua bocca ascoltai, in una ventosa serata parigina, che il più gran peccato dell’uomo è quello di prendersi troppo sul serio. Come io sono convinto che la scuola napoletana di interpretazione, insieme con la scuole russa e inglese, sono i tre pilastri dell’interpretazione teatrale europea, e che il popolo napoletano e pertanto i suoi attori e spettatori, praticano nella loro vita di tutti i giorni questa distanza che elargisce il senso umoristico e l’ironia di fronte all’esistenza, mi rende molto felice mettere un abito napoletano a Finale di Partita. Sono sicuro che lo scrittore-filosofo dallo sguardo di uccello rapace sarebbe molto felice di questo incontro. Così come lo sono io!”. Lo spettacolo farà tappa anche a Milano, al Teatro Franco Parenti dal 21 al 26 aprile. (Cle)
FIORELLO TORNA CON “PENSO CHE UN SOGNO COSI’”
“Salgo a bordo del deltaplano delle canzoni di Domenico Modugno e sorvolo la mia infanzia, la Sicilia e l’Italia di quegli anni, le facce, le persone, vicende buffe, altre dolorose, altre nostalgiche e altre ancora che potranno sembrare incredibili. Attraverso questo viaggio invito i protagonisti della mia vita ad uscire dalla memoria e accompagnarmi sul palco, per partecipare insieme ad un avventuroso gioco di specchi”. Parola di Giuseppe Fiorello che dopo il grande successo della prima edizione torna a teatro con “Penso che un sogno così…”. Lo spettacolo farà tappa nei più importanti teatri d’Italia: Milano, Firenze, Roma, Torino, sono solo alcune delle città che ospiteranno l’attore siciliano che con le date di quest’anno raggiungerà 200 repliche. “Penso che un sogno così…” è partito il 7 novembre da Caserta e impegnerà Fiorello fino a fine marzo. Al Teatro Ambra Jovinelli farà tappa dal 22 gennaio al 1 febbraio. La regia è di Giampiero Solari, musiche eseguite dal vivo da Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma. (red)
CINZIA LEONE IN “MAMMA SEI SEMPRE NEI MIEI PENSIERI, SPOSTATI!”
Arriva al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti l’ultimo recital-commedia di Cinzia Leone, diretta da Fabio Mureddu: “Mamma sei sempre nei miei pensieri, spostati!”. Sabato 24 gennaio, alle 21, la graffiante autrice-interprete di decine di fortunati spettacoli teatrali e televisivi andrà in scena con uno spettacolo sulla “mammità”, a partire dal difficile distacco dal cordone ombelicale fino ai condizionamenti materni sui nostri atteggiamenti, i nostri pensieri, in pratica tutto il nostro essere. Cinzia, in un one-woman show di quasi due ore, analizzerà ironicamente (e in forma veritiera) l’impronta che ogni madre lascia sulla propria figlia, e che la figlia lascerà a sua volta sui propri figli. Interrotta continuamente sul palco da telefonate della genitrice che la sottopone a problemi di vario tipo, l’attrice viene portata a ripercorrere le origini della vita e l’evoluzione della mamma dal protozoico, l’era primordiale, al cenozoico, l’era attuale. (PO / Red)
A MILANO IN SCENA “ORTI INSORTI” DI ELENA GUERRINI
Con il 2015 Spazio Tadini di Milano, tra i suoi appuntamenti con lo spettacolo dal vivo, dedica delle monografie ad alcuni attori, registi, compagnie, coreografi e danzatori. La prima monografia è dedicata a Elena Guerrini, attrice che ha lavorato con il Teatro Valdoca, Pippo Delbono, che ha partecipato a film e cortometraggi di autori italiani e stranieri come Pupi Avati, Pappi Corsicato, Giuseppe Bertolucci, Alfonso Arau. Si parte venerdì 23 gennaio con lo spettacolo “Orti Insorti” di e con Elena Guerrini in scena allo Spazio Tadini fino a domenica 25. Un teatro ecologico-civile che sa di terra e di pane, parla di rivoluzioni e campi di grano: Guerrini veste i panni di cantastorie del terzo millennio, dando spazio alla memoria, ai proverbi, alle barzellette e alle ricette della nonna. Rievoca la vita dei mezzadri in Maremma, urla, canta e incanta. Un lavoro, quello di Elena Guerrini, di riscoperta, avanguardia rurale, declinazione pratica della tanto teorizzata decrescita felice, cercando di comprendere la differenza tra progresso e sviluppo e citando i nomi dei maestri incontrati in questo viaggio, lontani dai salotti televisivi: Vandana Shiva e le sue battaglie; Masanobu Fukuoka, teorico della coltura della non azione e il suo orto sinergico; Nonno Pompilio, contadino classe 1904 che, ottantacinquenne, piantava gli ulivi in Maremma; Libereso Guglielmi, “il giardiniere di Calvino” e personaggio de “Il Barone rampante”. “Orti Insorti” dalla data del debutto, nel 2008 al festival di Armunia a Castiglioncello, ad oggi ha realizzato oltre 450 repliche in Italia, Svizzera, Polonia e Stati Uniti. Il libro omonimo edito da Stampa Alternativa, giunto alla sua terza edizione, ha venduto oltre 20.000 copie. (PO / Cle)