È un rapper romano e si chiama Kaligola: è lui il più giovane tra i giovani partecipanti alla 65esima edizione del Festival di Sanremo, che si presenta in gara, nella sezione Nuove Proposte, con un brano intitolato “Oltre il giardino”. Kaligola, all’anagrafe Gabriele Rosciglione, ha infatti solo 17 anni: è nato il 19 novembre 1997 e vive in un quartiere periferico della Capitale dove frequenta il quarto anno del Liceo Scientifico. Alla vigilia della sua prima esperienza sul palco dell’Ariston il giovanissimo rapper dice di essere “felicissimo” e che partecipare a Sanremo sarà “una grande occasione: sono davvero molto emozionato”. “Ho provato – racconta Kaligola – un’emozione indescrivibile durante le prime prove, cantando per la prima volta dal vivo sul palco dell’Ariston insieme all’orchestra: sentir suonare il mio brano da tutti quei musicisti professionisti è per me un’enorme soddisfazione”.
IL BRANO E IL DISCO In merito all’ultima edizione della kermesse canora, che ha visto trionfare per la categoria giovani un altro rapper, Rocco Hunt, Gabriele si augura che “anche quest’anno il rap possa riscuotere successo, anche se sono convinto che non è il genere a decretare la vittoria, piuttosto penso che il merito sia dovuto alla bellezza della canzone e alle emozioni che riesce a trasmettere”. Dopo il successo registrato su youtube dal brano “Ego sum Kaligola”, scritto quando aveva solo 14 anni e apprezzato dai media per l’insolito uso del latino nel testo della canzone, Kaligola si prepara a salire sul palco dell’Ariston con “Oltre il giardino”, un brano che “denuncia il nostro soffermarci spesso solo all’apparenza delle cose, senza andare veramente a capire cosa c’è dietro la vita degli altri”. Il brano affronta il tema dell’emarginazione e racconta la storia di un uomo che frequenta i giardini comunali: sembra un barbone, un pazzo, ma sorride sempre. Dietro quel sorriso e quell’apparente leggerezza si cela una storia di dolore che nessuno ha in realtà interesse a ricordare o riconoscere”.
IL FUTURO Curiosa è sicuramente la scelta del nome d’arte per un ragazzo che musicalmente si è formato studiando pianoforte e ascoltando musica classica, jazz, funk, soul e hip hop. “Inizialmente – ha precisato il rapper romano – mi erano venuti in mente diversi nomi, poi ripensando a ciò che avevo studiato sui libri di storia a scuola, ho pensato di scegliere il nome di uno degli imperatori romani. Kaligola, infatti, mi ha sempre colpito, lo trovo totalmente folle ma anche estremamente simpatico”. Riguardo alla scelta del rap come genere musicale attraverso il quale esprimersi spiga: “Coltivo la passione per il rap da sempre, sin da quando ero piccolo, all’età di 5 anni, amavo guardare Mtv e ascoltare Eminem, anche se all’epoca naturalmente non capivo neanche una delle parole che pronunciava. È stato però una sorta di imprinting per me. Poi all’età di 14 anni ho deciso di avvicinarmi personalmente a questo genere musicale”. Dopo la parentesi sanremese uscirà il suo album d’esordio “Oltre il giardino”, prodotto dalla Rwm Records: conterrà 11 canzoni scritte e composte dallo stesso Kaligola con la collaborazione, per gli arrangiamenti e la produzione, di Enrico Solazzo e Dario Rosciglione. “All’interno del disco – ha spiegato il giovane autore – tocco vari temi con ironia, parlando anche di social underground. Riascoltando il disco penso però sia evidente un mio distacco dall’omologazione. Quando scrivo un pezzo è come se stessi girando un film, narrando vari tipi di storie, per questo lo definirei un album cinematografico”. “In futuro – ha poi aggiunto Gabriele – mi piacerebbe collaborare con Caparezza che è un artista che ascolto ogni giorno. Sarebbe altrettanto bello lavorare con Jovanotti”. Ma la musica non è la sua sola passione: Kaligola ama la poesia e il cinema. E’ lui stesso, infatti, a firmare la regia e il montaggio dei suoi video, dimostrandosi un artista a 360°. “Ho una grandissima passione per il cinema: sono affascinato da questo mondo. Da sempre curo personalmente tutti i miei video musicali nella speranza di diventare in futuro un bravo regista. Credo sia importante puntare in alto – ha concluso – e proprio per questo motivo, il mio sogno nel cassetto è quello di poter vincere un giorno un oscar”. (21 gen – Paf)