(28 gen) Origini bergamasche, dodicesimo di quattordici figli, nato in Slovenia e morto a Gorizia. Architetto e urbanista, icona di creatività, eleganza, raffinatezza. Inventore e pittore, scultore, scrittore, poeta e grafico. Ma chi era davvero Max Fabiani? Invita a fare un viaggio intorno alla figura dell’artista, l’Istituto italiano di Cultura di Lubiana che partendo dal libro di Renato Ferrari “Il gelso dei fabiani”- che dà il titolo alla serata stessa – intende rendere omaggio alla figura dell’architetto goriziano (San Daniele del Carso, oggi Kobdil, 1865 – Gorizia 1962) che ha lasciato un segno nel pensiero architettonico europeo. Impegnato in grandi realizzazioni architettoniche e urbanistiche (a Vienna, a Trieste e nei piani regolatori della stessa Gorizia), Fabiani fu, infatti, tra i protagonisti del vivacissimo clima artistico e sociale del secolo scorso, contrassegnato dal sorgere di molte avanguardie. Fabiani trovò la propria massima espressione all’ombra dell’Impero multinazionale degli Absburgo. L’incontro legato alla figura del geniale architetto è in programma mercoledì 4 febbraio alle 18 ( presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura, Breg 12) e vedrà la partecipazione di Peter Krečič, professore presso la Facoltà di design. (Gil)