AVANGUARDIA ITALIANA PRIMA DELLA GRANDE GUERRA
Con la mostra “Secessione e Avanguardia. L’arte in Italia prima della Grande Guerra 1905-1915”, fino al 15 febbraio alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, si intende approfondire un momento di particolare fervore innovativo nella cultura artistica e letteraria italiana immediatamente precedente la prima guerra mondiale. Come era già avvenuto a Monaco, Berlino e Vienna e in altri centri europei, gruppi di artisti italiani giovani e meno giovani sceglievano di associarsi nel comune segno della Secessione, sia interpretata, alla lettera, come separatismo, divisione netta, sia come manifestazione che raccoglieva le forze più innovative intorno a concetti modernisti, ma in cui non tardarono a penetrare elementi di avanguardia. La mostra della Gam prende quindi l’avvio dal 1905, anno in cui Severini e Boccioni organizzarono nel Ridotto del Teatro Nazionale di Roma una Mostra dei Rifiutati che costituì un primo germe di opposizione. Le esigenze di rinnovamento e di apertura internazionale si polarizzano fra il 1908 e il 1914 a Venezia e a Roma, nelle manifestazioni di Ca’ Pesaro e della Secessione Romana. Dalle attività espositive di Ca’ Pesaro, secessioniste rispetto alla Biennale veneziana benché ospitate dall’ufficialissimo palazzo della Galleria d’arte moderna, emergono artisti che imprimeranno un segno significativo nel panorama italiano, fra i quali Gino Rossi, Tullio Garbari, Ubaldo Oppi, Vittorio Zecchin, Guido Marussig, ma soprattutto Arturo Martini e Felice Casorati, che rivelano già una forte personalità artistica. (red)
LE “DAME DEI POLLAIOLO” A MILANO FINO AL 16 FEBBRAIO
La mostra “Le dame dei Pollaiolo. Una bottega fiorentina del Rinascimento”, in programma fino al 16 febbraio al Museo Poldi Pezzoli di Milano, è stata ideata intorno al simbolo della casa museo di via Manzoni: il prezioso Ritratto di Dama di Piero del Pollaiolo, fra i maggiori capolavori della ritrattistica della seconda metà del Quattrocento. Protagonisti della mostra sono i quattro splendidi ritratti femminili riferibili ai Pollaiolo, riuniti per la prima volta nella loro storia uno accanto all’altro. L’esposizione è l’occasione per poter ammirare alcuni preziosi capolavori provenienti dalle botteghe di due dei più importanti artisti del Rinascimento fiorentino, Antonio e Piero del Pollaiolo, attraverso una serie di opere di grande qualità, rappresentazione dei diversi campi nei quali i fratelli operarono e dell’ampiezza dei loro interessi e dei loro talenti. Insieme alla dama del Poldi Pezzoli vengono presentati gli altri dipinti di donna attribuiti ai fratelli, provenienti da importanti istituzioni internazionali: la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Gemäldegalerie di Berlino e il Metropolitan Museum of Art di New York. Queste opere, forse appartenenti al genere del “ritratto nuziale”, sono anche un mezzo privilegiato per la rappresentazione della società di fine Medioevo: vi sono raffigurati vesti, tessuti, gioielli capaci di raccontare la vita della società dell’epoca. Oltre ai ritratti delle quattro dame vengono esposti altri capolavori della bottega di Antonio: disegni, sculture in bronzo e terracotta ed oreficerie. (red)
A BOLOGNA LA LETTERATURA IN FOTO DA TUTTO IL MONDO
Fino al 19 febbraio si tiene, nel foyer del Teatro Duse di Bologna, la mostra “Stories. Un viaggio tra fotografia e letteratura” di Paolo Gotti. Il fotografo bolognese è partito dal suo archivio di oltre 10mila immagini scattate in oltre 70 Paesi del mondo per collegarle, tramite una citazione, con celebri opere della narrativa: 13 immagini per 12 romanzi. Ed ecco dunque che si susseguono una dopo l’altra le interpretazioni visive di Robinson Crusoe (1719) di Daniel Defoe, Cime tempestose (1847) di Emily Brontë, Anna Karenina (1877) di Lev Tolstoj, L’isola del tesoro (1883) di Robert Louis Stevenson, Racconti dei mari del sud (1921) di William Somerset Maugham, Sulla strada (1957) di Jack Keruac, Cent’anni di solitudine (1967) di Gabriel García Márquez (unico romanzo citato con due immagini in omaggio alla recente scomparsa del grande scrittore.), Il nome della rosa (1980) di Umberto Eco, La polvere del Messico (1992) di Pino Cacucci, Oceano Mare (1993) di Alessandro Baricco, Vergogna (1999) di J. M. Coetzee, per finire con La strada (2006) di Cormac Mc Carthy. (red)
IL “DESIDERIO” SECONDO IL CALENDARIO PIRELLI
Fino al 22 febbraio, Palazzo Reale a Milano ospita la mostra “Forma e Desiderio. The Cal – Collezione Pirelli” che presenta una selezione di circa 200 fotografie tratte dai Calendari Pirelli dalla nascita a oggi, promossa dal Comune di Milano con il patrocinio di Expo. Diventato in breve tempo un oggetto di culto, il calendario da più di cinquant’anni interpreta i cambiamenti sociali e culturali e anticipa le tendenze delle nuove mode, attraverso l’occhio attento dei più celebrati autori contemporanei, da Herb Ritts a Richard Avedon, da Peter Lindberg a Bruce Weber, da Peter Beard a Steve McCurry, da Patrick Demarchelier a Steven Meisel. L’esposizione si sviluppa attraverso cinque stanze, ognuna delle quali dedicata agli elementi che accumunano le foto contenute nello spazio: dalla seduzione alla provocazione, dal mito all’eleganza. Tra gli autori in mostra spiccano Herb Ritts, Peter Lindbergh, Bruce Weber e Annie Leibovitz. Ne “Il fotografo e la sua musa” si analizza l’omaggio a Leni Riefenstahl che Arthur Elgort le dedicò nel 1990, o quello di Clive Arrowsmith che l’anno successivo elaborò una sequenza di citazioni dei maestri dell’arte quali Delacroix, Velázquez, Rembrandt. Non mancano poi i lavori di Helmut Newton con il suo tipico linguaggio di matrice raffinatamente voyeurista . (red)
ARTE ESTONE VERSO L’EXPO
Nell’ambito del progetto “ROMAversoEXPO”, un ricco programma di mostre, conferenze, e incontri con il coinvolgimento delle ambasciate che vuole essere una vetrina in luoghi di prestigio per i Paesi aderenti all’Expo, è allestita fino al 12 febbraio, nel Salone Centrale del Complesso del Vittoriano di Roma, la mostra “I colori del Nord. L’arte estone tra Si tratta di una delle collezioni più grandi del suo genere nell’Europa nordorientale ed è costituita da opere realizzate tra il 1900 e il 1945, il periodo d’oro della pittura estone, durante il quale ha avuto origine la pittura professionale nazionalista, che ha rapidamente raggiunto un altissimo livello artistico. La mostra introduce gli sviluppi del modernismo estone attraverso 45 opere di 19 celebri autori della prima metà del XX secolo quali Konrad Magi, Nikolai Triik, Hans Laikmaa e molti altri. (red)
L’AVANGUARDIA RUSSA “SALVATA”
In mostra per la prima volta in Italia 300 opere della spettacolare collezione raccolta da George Costakis (1913 – 1970): l’uomo che, sfidando i divieti del regime stalinista, raccolse e salvò dall’oblio l’arte sperimentale russa del primo Novecento. Ammirata e famosa a livello internazionale, la collezione giunge dal Museo Statale d’Arte Contemporanea di Salonicco a Torino, fino al 15 febbraio a Palazzo Chiablese, spazio mostre del Polo Reale. La mostra “Avanguardia Russa. Da Malevic a Rodcenko. Capolavori dalla collezione Costakis”, presenta dipinti, guaches e acquarelli, lavori d’arte applicata, documenti e un nucleo di un centinaio di disegni sull’architettura costruttivista e si propone come una vera e propria esposizione enciclopedica dell’Avanguardia russa, rappresentativa di tutti i principali movimenti del tempo (dal Nuovo impressionismo e simbolismo al Cubo futurismo, dal Suprematismo al Cosmismo), ricca dei capolavori dei maggiori artisti di quegli anni come Malevič, Popova, Rodcenko, Rozanova, El Lissitzky, Stepanova. (red)