“È stato un incontro dal nostro punto di vista molto positivo, perché abbiamo avuto la conferma che il presidente segue con molta attenzione quelle che sono tutte le tematiche che riguardano l’informazione e i problemi dell’informazione in questo Paese”: così il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, racconta a 9colonne l’incontro odierno al Quirinale. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha infatti ricevuto questa mattina una delegazione della Federazione nazionale della stampa italiana composta – oltre che da Lorusso – dal presidente, Santo Della Volpe, dal direttore, Giancarlo Tartaglia, e da Giovanni Rossi e Francesco Angelo Siddi, già presidente e segretario generale della Fnsi.
“GRATITUDINE AL CAPO DELLO STATO”. “Abbiamo parlato di tutto – spiega Lorusso riferendosi all’incontro con il capo dello Stato -, noi chiaramente abbiamo fatto il punto della situazione sui temi dell’informazione: dalla riforma della diffamazione a mezzo stampa e le criticità che questa proposta di legge attualmente contiene, al tema dei fondi per l’editoria e per l’emittenza radiotelevisiva, alla necessità di una riforma radicale del sistema, di riforme complessive imposte anche dai cambiamenti in atto”. Il segretario generale della Fnsi sottolinea che questi “sono temi da sempre all’attenzione del presidente, che siamo certi continuerà a seguire con molta attenzione. Gli abbiamo espresso gratitudine, come avevamo già fatto per il passaggio nel suo discorso di insediamento sull’importanza dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione. Oggi abbiamo avuto la conferma di quello che c’era chiaro fin dall’inizio”.
“USCIRE DALLA CRISI E PENSARE AL FUTURO”. Lo scorso 30 gennaio sono cambiati i vertici della Fnsi, con l’elezione di Lorusso a segretario generale e Della Volpe a presidente, poi nei giorni scorsi la nuova giunta esecutiva e la nuova segreteria. “Da una parte – afferma Lorusso – abbiamo la necessità di continuare a far fronte a quelle che sono le criticità venute fuori dai cinque anni di crisi che abbiamo vissuto, dall’altro anche la necessità di parlare del futuro del nostro sistema nel suo complesso, quindi di parlare di rilancio dell’occupazione, di prodotti editoriali, discutere di qualità del prodotto. Un percorso assolutamente necessario per dare un futuro non soltanto alla professione ma anche alla categoria che ha necessità assoluta di includere, di creare nuova occupazione, di combattere il precariato assicurando valide forme di tutela a tanti colleghi che oggi sono di fatto nella professione ma vivono situazioni di difficoltà e di difficile precarietà”. Il segretario generale del sindacato unitario dei giornalisti italiani spiega inoltre che quelle con editori e governo “sono sempre state relazioni corrette e tali dovranno continuare a essere, pur nella necessità di doversi confrontare su tutto e a fondo, ma soprattutto per quanto ci riguarda senza alcuna pregiudiziale. A noi – sottolinea Lorusso – sta a cuore il pluralismo dell’informazione in questo Paese, vogliamo che l’informazione resti un bene primario e quindi siamo pronti a confrontarci e a parlare anche di riforme, avendo ben presente però che l’informazione è un bene costituzionalmente garantito”. “Nessuna democrazia – conclude il segretario generale – può vivere senza un’informazione credibile e autorevole, ma per essere tale quest’ultima deve essere adeguatamente remunerata”. (Roc – 25 feb)