Il giudizio del ministro dell’ Economia Pier Carlo Padoan sul piano Junker “è positivo, perché si propone di colmare i vuoti nella capacità del mercato di generare gli investimenti dei Paesi. Il nodo centrale è la creazione del polo centrale degli investimenti pubblici, che potrà avvalersi” in Italia “della Cassa depositi e prestiti”. Alla Camera per parlare di investimenti europei, il ministro spiega che del piano “il Fondo europeo per gli investimenti strategici è l’ aspetto più rivelante, attraverso cui 315 miliardi di investimenti nei 5 anni che partono dal 2015 rappresentano risorse che faranno da effetto leva per attivare risorse che vengano anche dal settore privato”. E ribadisce anche che “la caduta degli investimenti in Europa è un vulnus per la crescita” e il piano Junker “si propone di colmare i vuoti nella capacità del mercato di generare investimenti dei Paesi”. In ogni caso però “il processo di approvazione del piano Junker necessita ancora di qualche mese, nel frattempo il meccanismo non sarà ancora in grado di attivare investimenti e la necessità di averne ha spinto alcuni Paesi come l’ Italia in sede di Ecofin a sollecitare un ruolo aggiuntivo della Bei, che può accelerare decidendo di prendersi un po’ più di rischio. Ma dipenderà non solo dalla Bei ma anche dalla capacità dai Paesi membri di stabilire rapporti proficui con la Bei”. Ma Padoan ha parlato anche delle situazione interna al nostro Paese, assicurando che l’ Italia proseguirà nel suo programma, che è quelli di “portare avanti un ambizioso programma di riforme strutturali” in modo da “aggredire le cause della crisi e aprire a nuove opportunità di investimento”. Uno dei passaggi fondamentali potrebbe essere il superamento dell’ attuale patto di stabilità interno, “che funziona male, stiamo lavorando per superarlo e per portare efficienza sia a livello locale che nazionale. E’ un problema e credo che vada superato perché implica anche spesso un costo per il bilancio pubblico”. (1 apr – Sis)