(3 apr) “La coscienza di Zeno” – romanzo di Italo Svevo pubblicato nel 1923 – pur essendo stato negli anni oggetto di analisi accurate, raffinate e lucide, continua a stupire e a sedurre. Sicuramente ha conquistato Paolo Bartoloni: professore ordinario di Letteratura Italiana presso la National University of Ireland. E’ lui, infatti, l’autore di “Sapere di scrivere. Svevo e gli ordigni de La coscienza di Zeno” (edito da Il Carrubo). Il libro verrà presentato mercoledì 15 aprile all’Istituto italiano di cultura di Dublino. L’appuntamento promosso dallo stesso Iic con il supporto dell’Università di Galway non vedrà protagonista solo Bartoloni ma anche Giuseppe Stellardi, professore associato all’Università di Oxford e rinomato studioso di Svevo. Il testo – uscito il 12 marzo – si interroga sulle ragioni della contemporaneità di “La coscienza di Zeno”, romanzo inteso sia come oggetto narrativo e di scrittura che come fonte di riflessione sulla crisi della modernità, e sullo “scandalo” del progresso umano agevolato dalla tecnologia, e incentrato sullo sfruttamento degli altri e della terra. “La coscienza di Zeno” è un testo autoriflessivo, ma anche visionario e appassionatamente critico nei confronti di quel malessere morale, politico e sociale i cui effetti riverberano ancora nelle tensioni e nei conflitti tra ambiente, sostenibilità e crescita, e in quelli tra tolleranza e fanatismo, e tra violenza e pacifismo. (red)