(9 apr) “Sono nata in Sardegna, e per quanti indirizzi abbia cambiato in questi anni, dentro non ho mai smesso di abitarla, sognandola indipendente in ogni accezione del termine”. Parole di Michela Murgia, da sempre attenta ai temi dell’identità e del territorio. Di radici e terra di origine la scrittrice sarda parlerà in Canada, a Montréal. In occasione della 17esima edizione del Festival Letterario Blue Metropolis: Les Pouvoir Des Mots (Montréal, 20-26 aprile) l’Istituto Italiano di Cultura ha promosso, infatti, la partecipazione della scrittrice ad una serie di incontri con il pubblico. Gli incontri avranno come temi principali quelli del territorio e dell’identità nei lavori di Michela Murgia che non ha mai nascosto un rapporto profondo e viscerale con la sua Sardegna: dell’isola, ispiratrice delle sue opere e popolata da figure femminili, l’autrice ha saputo dare ritratti potenti e coinvolgenti (basti ricordate il libro “Accabadora” del 2009, una delle sue opere più lette, vincitrice tra gli altri del Premio Campiello 2010). Passando dalla narrative alla saggistica, Michela Murgia, che fra i tanti lavori svolti prima di dedicarsi solo alla scrittura è stata anche docente di Religione, racconta la società italiana, i suoi valori, le sue contraddizioni e i suoi cambiamenti, con una scrittura incisiva e colma di ironia. Nel suo primo libro, “Il mondo deve sapere. Romanzo tragicomico di una telefonista precaria”, tratto da un’esperienza autobiografica inizialmente pubblicata in un blog, la scrittrice racconta delle disavventure in cui incappano i lavoratori di un call center di una nota ditta di elettrodomestici. Nel racconto la Murgia mette in rilievo le stravaganti tecniche motivazionali, il mobbing nei confronti dei dipendenti e le confessioni delle casalinghe al telefono che svelano una realtà poco conosciuta. Da questo racconto sono nate un’opera teatrale omonima (di David Emmer e Teresa Saponangelo) e la sceneggiatura per il film “Tutta la vita davanti” dei registi Paolo Virzì e Francesco Bruni. (red)