Bari, 9 apr – “Non basta essere, occorre diventare in concreto un punto di riferimento capace di offrire servizi anche a una nuova emigrazione, fatta di persone che spesso non restano stabilmente nel nuovo territorio e che quindi non entrano in contatto con i canali classici dell’emigrazione: i consolati (se esistono) e l’Aire. Uno dei primi terreni sui quali misurarsi per definire un nuovo modello di associazionismo è quello della partecipazione attiva negli organismi di rappresentanza come i Comites. Qui deve misurarsi uno scarto con quella realtà che negli ultimi anni ha visto questi organismi disinteressarsi dei bisogni dei nostri connazionali, scomparire nell’anonimato e nella più totale assenza di trasparenza. Riappropriarsi dei Comites; ‘obbligarli’ a svolgere il loro compito di supporto e controllo (anche del ruolo e delle attività dei patronati); rompere quell’opacità che non può che rinforzare l’idea dell’inutilità dell’impegno nel sociale e nel politico da parte dei cittadini. Un nuovo modello di Comites nei quali l’associazionismo deve essere sempre più presente e protagonista, per rappresentare e negoziare le scelte riguardanti gli italiani all’estero, ai diversi livelli e direttamente con i decisori pubblici”. Lo scrive Giacomo Marcario, presidente Federazione Italiana Lavoratori Emigranti. (red)