PAGNI E SOLENGHI PORTANO IN SCENA “IL TARTUFO” DI MOLIERE
Eros Pagni e Tullio Solenghi sono in scena fino al 17 aprile al Teatro della Pergola di Firenze con “Il Tartufo” di Molière, diretti da Marco Sciaccaluga in una produzione Teatro Stabile di Genova. Insostituibile testo tragicomico del repertorio teatrale di tutti i tempi, Il Tartufo è un classico “eterno” capace di parlare a ogni generazione di interpreti e di spettatori, che viene ora proposto nella nuova traduzione di Valerio Magrelli, per l’interpretazione dei “ragazzi irresistibili” Eros Pagni (Orgon) e Tullio Solenghi (Tartufo) e la regia di Marco Sciaccaluga. Nel divenire di scene caratterizzate da una travolgente comicità, Molière costruisce con implacabile determinazione un “giallo” della coscienza, punteggiato da “delitti” contro la logica e la dignità, destinato a risolversi in un sorprendente “lieto fine”. Una commedia travolgente che – come ricordava già Voltaire – fu giudicata a suo tempo opera scandalosa per essere poi ben presto interpretata come una lezione di morale. In scena Marco Avogadro, Massimo Cagnina, Alberto Giusta, Barbara Moselli, Pier Luigi Pasino, Mariangeles Torres, Antonio Zavatteri, Gennaro Apicella, Elisabetta Mazzullo.
“A UNA SIGNORINA A PARIGI”, CORTAZAR VISTO DA CHIELI E FERRARI
Debutta in prima nazionale al Teatro Td IX Tordinona di Roma dal 14 al 19 aprile lo spettacolo “A una signorina a Parigi” della Compagnia Barone Chieli Ferrari tratto dal testo “Lettera a una signorina a Parigi” di Julio Cortázar. Lo spettacolo che vede in scena Emilio Barone diretto da Alessandra Chieli e Massimiliano Ferrari nasce da un lungo studio dell’opera dello scrittore argentino che la compagnia ha iniziato nel 2011 con la messa in scena del primo lavoro “La salute degli infermi” e dall’esplorazione dei territori del fantastico e del perturbante. In “A una signorina a Parigi” un uomo chiuso in una stanza registra dei messaggi da inviare a una misteriosa signorina a Parigi. L’uomo cerca di confessarle la sua strana sindrome: da un momento all’altro si è messo a vomitare coniglietti. Il pubblico spia il processo di registrazione di un messaggio audio con un vecchio mangiacassette, continuamente interrotto da esitazioni, da improvvisi slanci di entusiasmo, dalla ricerca delle giuste parole, da momenti di sconforto. I suoni e le musiche si intrecciano al discorso per creare una fitta partitura che conduce il pubblico in una narrazione intima, inquietante e ironicamente spiazzante.
“I PURITANI” DI BELLINI TORNA AL REGIO DI TORINO DOPO 20 ANNI
Dal 14 al 26 aprile va in scena al Teatro Regio di Torino un titolo assente da quasi vent’anni: “I Puritani” di Vincenzo Bellini, in un nuovo allestimento coprodotto con il Maggio Musicale Fiorentino. L’ultimo frutto del genio di Bellini, pieno di melodie dalla più limpida bellezza, verrà affidato alla direzione di Michele Mariotti, esperto conoscitore del repertorio belcantistico italiano, e alla regia del giovane e talentuoso Fabio Ceresa, già collaboratore di molti celebri registi tra cui Ronconi a Chéreau. Olga Peretyatko sarà Elvira, Dmitry Korchak interpreterà Arturo Talbo, Nicola Ulivieri sarà Giorgio Valton e Nicola Alaimo Riccardo Forth. Completano il cast Fabrizio Beggi, Samantha Korbey e Saverio Fiore. Nelle recite del 18, 21 e 23 aprile i protagonisti saranno Désirée Rancatore (Elvira), Enea Scala (Arturo Talbo), Mirco Palazzi (Giorgio Valton) e Simone Del Savio (Riccardo Forth). Le scene sono di Tiziano Santi, i costumi di Giuseppe Palella e le luci di Marco Filibeck. Orchesta e Coro del Teatro Regio, quest’ultimo istruito da Claudio Fenoglio. Partecipa inoltre il gruppo di movers della Fattoria Vittadini, con le coreografie di Riccardo Olivier. La recita del 14 aprile sarà trasmessa in diretta radiofonica da Rai-Radio3 e dal circuito Euroradio.
A ROMA RITRATTI DI “TATE” TRA AFFETTO E NOSTALGIA
Prosegue sul palco del Teatro Due di Roma, fino al 26 aprile, lo spettacolo “Le Tate”. Scritto e diretto da Alessandra Panelli e interpretato da tre attrici capaci di mettersi totalmente in gioco, Barbara Porta, Costanza Castracane e Sofia Diaz, l’operazione parte dal ritrovamento della Panelli, figlia d’arte e lei stessa autrice, attrice e regista, di un diario della nonna materna, Etre Maria Valori, autrice per diletto e pioniera della condizione della donna all’inizio del secolo scorso. “In questi scritti – racconta la regista – mi addentravo in un mondo lontano, scoprendo nella storia della mia famiglia una controversa tessitura di relazioni umane, acredini, non detti, giudizi taglienti misti a slanci affettivi, passioni inespresse, assenze o invadenti presenze, conflitti generazionali. E più leggevo più mi chiedevo cos’è che mi avesse salvata da tutto questo… La risposta è stata semplice: la costante presenza affettiva di una tata”. Il lavoro di rielaborazione drammaturgica compiuto da Alessandra Panelli si è nutrito in seguito delle memorie delle tre attrici che, in un lungo periodo di laboratorio, hanno portato i loro ricordi affettivi e hanno dato così vita a molteplici ritratti. Il risultato è una commedia briosa e commovente, essenziale da un punto di vista scenico, in cui prendono corpo nove personaggi, che spaziano dall’infanzia alla vecchiaia senza l’ausilio di trucchi o costumi, tra i quali spiccano le tre tate con la loro pazienza, generosità, capacità di affetto, ironia. Uno spettacolo che mette in scena la fantasia filtrata dalla realtà con divertimento e rigore, che parla al pubblico con naturalezza, in un testo ben congegnato e proteso alla fondamentale conservazione della memoria.
SATERIALE TORNA A ROMA CON “SUONATORI SOGNATORI”
Dal 16 al 19 aprile al Teatro Kopó di Roma è in scena la divertente commedia scritta e diretta da Angelo Sateriale con Alessandro Gorgoni, Piero Grant, Daniele Napoleoni e lo stesso autore. “Suonatori Sognatori”, scritto nel 2008, è il primo lavoro del giovane autore campano che, dopo “L’importanza di non essere juventini” e “Amore mio ti odio”, torna al Teatro diretto da Francesca Epifani. L’opera è ambientata in una cittadina di provincia in Campania. Si racconta, attraverso una grande ironia, la passione per l’arte che spesso non riesce a coincidere con la vita di paese. Infatti, mentre i giovani si trasferiscono nelle metropoli e la musica viaggia verso la commercializzazione standardizzata, quattro ragazzi fanno di tutto per realizzare i loro sogni in un contesto che mette pochi strumenti a loro disposizione. Quattro giovani, suonatori sognatori, appunto, fanno di un garage una sala prove e lottano giorno dopo giorno per un futuro migliore. Tutto questo purtroppo represso da un provincialismo ottuso ed egoista nascosto anche in loro stessi. Battute sarcastiche, dialoghi altisonanti, tic assurdi, espressioni genuine, risse sfiorate, un vicino pignolo, una fantomatica cugina, sono l’impasto giusto per rendere superficiale e comica una serata all’insegna della riflessione. “Suonatori Sognatori” è stato presentato in due diverse versioni: una romana e una campana, sinonimo dell’adattabilità della storia ad ogni contesto di provincia. Per le repliche al Teatro Kopó il regista ha scelto la versione campana per restare fedele alle sue origini.