A Milano Studio Gariboldi presenta, da oggi al 30 giugno, una mostra personale di Luciano Bartolini dedicata ai suoi lavori degli anni Settanta, i Kleenex. Questo ciclo di opere, iniziato nel 1973-74, è caratterizzato dalla presenza dei comuni fazzoletti di carta usa e getta, serialmente disposti e incollati su un semplice fondo costituito da carta da pacchi o carta alimentare sulla quale viene successivamente steso il colore, con lievi variazioni cromatiche. Una volta applicato il primo strato di colore, poi rafforzato con passaggi successivi, la carta reagisce piegandosi, si sottrae al controllo esercitato dall’artista, lasciando così emergere raggrinzimenti e movimenti accidentali. Bartolini dà così vita a composizioni astratte, basate sul calibrato accostamento di moduli quadrati che originano patterns geometrici in cui ordine e rigore formale fanno da contrappunto alla fragile consistenza della carta. La grammatica visiva di Luciano Bartolini fonde in modo del tutto singolare l’impronta lasciata dai grandi maestri della pittura italiana del Secondo dopoguerra – la sensibilità espressiva di Alberto Burri e la ricerca di Piero Manzoni sembrano essere stati i riferimenti più immediati – con suggestioni provenienti dalle culture orientali, come l’uso dei sottilissimi fazzoletti, diretto rimando ai fogli-preghiera.
(11 mag – red)