Roma, 13 mag – Il Mediterraneo continua a inghiottire persone. Con la drammatica strage dello scorso aprile, i nuovi morti, riposano in compagnia di almeno altre 25.000 persone che negli ultimi 25 anni hanno trovato la morte nelle acque del “Mare Nostro” oggi ai nostri occhi i nuovi “grandi cimiteri sotto la luna”, per parafrasare il titolo di un libro di Bernanos. Ma come vanno letti questi fatti? Come leggere le numerose morti, che si ripetono continuamente da anni, in numeri sempre maggiori? Da dove vengono oggi queste persone che rischiano la loro vita per fuggire dai loro Paesi? Sono le prime domande alle quali monsignor Gian Carlo Perego, direttore della Migrantes, risponde nel suo saggio “Uomini e donne come noi” appena pubblicato dall’Editrice La Scuola.