Roma, 12 mag – Leggono di più donne e teenager, ma fondamentalmente
gli italiani si dimostrano del “lettori deboli”, con il 44,9% che non legge più
di tre libri in un anno. Lo comunica l’Istat
nello studio “La lettura di libri in Italia” relativo al 2009. Il 45,1% della popolazione di 6 anni e più
(oltre 25 milioni e 300 mila persone) dichiara di aver letto almeno un libro.
La quota più alta di lettori si riscontra tra la popolazione di 11-17 anni
(oltre il 58%), con un picco tra gli 11 e i 14 anni (64,7%), e decresce
all’aumentare dell’età. Già a partire dai 35 anni la quota di lettori scende
sotto il 50%, per diminuire drasticamente dai 65 anni in poi e raggiungere il
valore più basso tra la popolazione di 75 anni e più (22,8%). Le donne leggono
più degli uomini: le lettrici, infatti, sono il 51,6% rispetto al 38,2% dei
lettori. Le differenze di genere sono presenti in tutte le fasce di età e
risultano molto forti tra i 20 e i 24 anni, dove la quota di lettrici supera il
66%, mentre quella dei lettori si attesta al 39,2%. Le differenze di genere si
annullano solo per le persone con 75 anni e più, fascia di età in cui
dichiarano di leggere nel tempo libero il 23,3% degli uomini e il 22,5% delle
donne. Il titolo di studio – spiega l’Istat – influisce fortemente sui livelli
di lettura: si va da un massimo dell’80,6% tra i laureati a un minimo del 28,4%
tra chi possiede la licenza elementare o nessun titolo di studio. Se poi si
tiene conto della condizione professionale, livelli di lettura superiori alla
media si evidenziano, per le persone di 15 anni e più, tra dirigenti,
imprenditori e liberi professionisti (62,7%), studenti (65,2%), direttivi
quadri e impiegati (68,1%). Al contrario, i più bassi livelli di lettura si
registrano tra gli operai (30,6%), i ritirati dal lavoro (33,2%) e le
casalinghe (35,9%). A livello territoriale, le quote più alte di lettori di
libri si registrano al Nord, dove quasi il 52% della popolazione di 6 anni e
più ha letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti, e al Centro (48%). I
lettori italiani si confermano fondamentalmente “deboli”: il 44,9% ha infatti
dichiarato di aver letto fino a 3 libri nell’ultimo anno, mentre solo il 15,2%
ne ha letti 12 o più.
letto al massimo 3 libri nei 12 mesi precedenti e “lettori forti” coloro che
hanno letto 12 o più libri nello stesso arco temporale. I lettori deboli sono
soprattutto maschi (48,1%), bambini e ragazzi fino a 14 anni (più del 48%),
persone con 75 anni e più (49,5%), persone con la licenza media o titolo
inferiore (più del 50%), operai (55,3%), persone in cerca di prima occupazione
e casalinghe (oltre il 51%), residenti nelle regioni meridionali (57,6%). Le
quote maggiori di lettori forti si riscontrano, invece, tra le persone di 65-74
anni (19,8%), tra le donne (16%), con un picco tra quelle di 65-74 anni
(22,1%), tra i laureati (24,4%) e tra dirigenti, imprenditori e liberi
professionisti (19,8%) e i ritirati dal lavoro (18,7%). A livello geografico le
quote più alte di lettori forti si riscontrano nel Nord-ovest (19,5%) e nel
Nord-est (18,3%). Nel 2009 l’89,2% delle famiglie dichiara di possedere libri
in casa: il 62,5% ne possiede al massimo 100 (il 28,9% fino a 25 libri, il
33,6% da
100 libri), poco più di un quarto dichiara di possederne più di 100 (26,7%),
mentre il 10,3% (pari a 2 milioni e 474 mila famiglie) dichiara di non
possederne affatto. (Red)