(21 mag) Un intenso Marcello Mastroianni in una scena cult del film “La dolce vita” (1960) di Federico Fellini. E’ solo uno dei “frammenti” di un quadro che ben racconta e rappresenta il meglio del cinema italiano, capace di affascinare e stupire gli appassionati della settima arte riuniti in questi giorni a Cannes. Mentre si iniziano a formulare i primi pronostici e si avvicina il verdetto della giuria a guida fratelli Coen, il 68esimo Festival di Cannes pare infatti aver già assegnato la Palma della curiosità a un “film” italiano: Caleidoscopio. In realtà si tratta di una videoinstallazione posta nel tunnel che conduce all’Italian Pavilion, e che sta diventando un’inaspettata attrazione per addetti e spettatori della Croisette. Meta di visite, appuntamenti, oggetto imperdibile dei vietati selfie, e di tweet, addirittura improvvisato set fotografico e per servizi tv. Un’esperienza psichedelica che sta diventando un fenomeno di questa edizione, raccogliendo giudizi entusiastici. Ad essere apprezzato, in particolare, è il gioco di specchi disseminati nella galleria di 12 metri. Gli specchi riflettono immagini della storia del nostro cinema e della televisione, in un anno particolarmente felice per la presenza del cinema italiano al Festival. Caleidoscopio offre la possibilità di tuffarsi – anche solo per un momento – nell’immaginario del Paese: una sorta di biglietto da visita per il cinema made in Italy che sta creando un crescente passaparola tra operatori italiani e internazionali. (red)