Domenica vanno al ballottaggio dodici capoluoghi e quasi ovunque – da Mantova a Lecco, da Rovigo ad Arezzo, da Macerata ad Enna – il candidato del centrosinistra parte in vantaggio. Ma come sappiamo, come sanno ad esempio a Livorno, il successo al primo turno non sempre è un viatico sufficiente per tagliare vittoriosi il traguardo finale. Chi non attrae nuovi elettori, in genere i ballottaggi li perde.
E’ il problema che ha a Venezia Felice Casson, senatore democratico, candidato a sindaco del centrosinistra. Nel primo turno ha vinto con il 38% dei voti, distanziando di 10 punti il suo avversario Luigi Brugnaro, un imprenditore appoggiato da una parte del centrodestra. Ma mentre quest’ultimo ora può contare sui voti di Lega Nord, Fratelli d’Italia e An, un tesoretto del 18% che era stato insufficiente per arrivare al ballottaggio ma ora è determinante per vincerlo, Casson non ha altre liste di centrosinistra di cui chiedere l’appoggio. Dunque potrà diventare sindaco della città solo se confluiranno su di lui i voti del Movimento 5 Stelle, che a Venezia è arrivato terzo con il 13%.
Ieri sul Fatto Quotidiano Ferdinando Imposimato – che fu candidato dei 5 stelle alla presidenza della repubblica – ha fatto un appello al movimento perché sostenga Casson, un politico che – ricorda Imposimato – è stato in prima fila nelle battaglie contro la legge elettorale e la riforma del senato, per una vera legge anti-corruzione e per la difesa della scuola pubblica. “La politica – conclude l’ex magistrato 79enne – è l’arte del possibile, non dell’utopia. E’ tempo che i 5 Stelle scongelino i propri voti, cominciando a stringere delle intese, senza aspettare un’impossibile vittoria con il 51 per cento”. Se l’appello fosse accolto, domenica a Venezia potrebbe andare in scena una prima nazionale.
(10 giu)