Primo passo per l’introduzione del reato di omicidio stradale: lo ha compiuto il Senato della Repubblica, approvando in prima lettura il disegno di legge che introduce la nuova fattispecie penale e prevede la reclusione da otto a dodici anni per chi, ponendosi alla guida di un veicolo a motore in stato di ebbrezza alcolica o alterazione psico-fisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti, cagioni per colpa la morte di una persona. La pena è aumentata fino a un massimo di diciotto anni in caso di morte di più persone, ed è prevista un’aggravante se il conducente si dà alla fuga. Prevista anche la reclusione da due a quattro anni per il reato di lesioni personali stradali. In aula sono stati approvati emendamenti che prevedono la diminuzione della pena, fino alla metà, se l’evento non è esclusiva conseguenza dell’azione o omissione colpevole; l’aumento della pena da un terzo alla metà, se il conducente si dà alla fuga; la riduzione della pena, fino alla metà, in caso di concorso di colpa nelle lesioni.
GOVERNO SOTTO DUE VOLTE. Il Governo è andato sotto su due emendamenti, ma il viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini ha sminuito i problemi: “Alla Camera l’omicidio stradale era previsto soltanto per guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti, qui era stato aggiunto anche per un eccesso particolarmente alto di velocità, per chi passa con il semaforo rosso e per l’inversione del senso di marcia: quelli sono già reati e che qui si trattava soltanto di alzare la pena”. Nencini ha anche ricordato che negli ultimi cinque anni sono diminuiti i morti per incidenti stradali, anche grazie alla patente a punti, mentre sono aumentati gli omicidi stradali. In occasione del voto finale ad ogni modo con la maggioranza ha votato anche il Movimento 5 Stelle, mentre Forza Italia e Sel si sono astenuti. Secondo Nadia Ginetti, del Partito Democratico, con l’introduzione del reato di omicidio stradale “si tratta di raggiungere obiettivi europei sul tema della sicurezza stradale”. Secondo Enrico Cappelletti, di M5S, il ddl porta un messaggio: “tolleranza zero per chi si mette alla guida ubriaco o sotto effetto di sostanze stupefacenti o per chi ferisce o uccide persone compiendo gravissime infrazioni. E’ una legge che si schiera dalla parte delle vittime”. Lucio Malan ha annunciato l’astensione di Forza “perché il provvedimento rischia di mettere sullo stesso piano la distinzione dal comportamento criminale magari anche ripetuto”. (Sis – 10 giu)