(24 luglio 2015) Siamo a Genova nel 1339, di notte, in una piazza sulla quale si affaccia il Palazzo Fieschi. Il nuovo doge sta per essere eletto e in città si scontrano il partito plebeo, capeggiato dal popolano Paolo Albiani, e il partito aristocratico, legato al nobile Jacopo Fiesco. Paolo confida al popolano Pietro di sostenere l’ascesa al trono dogale di Simone Boccanegra, un corsaro che ha reso grandi servigi alla Repubblica genovese, e di attendersi in cambio potere e ricchezza. Inizia così “Simon Boccanegra”: un’opera di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal dramma Simón Bocanegra di Antonio García Gutiérrez. La prima dell’opera ebbe luogo il 12 marzo 1857 al Teatro La Fenice di Venezia. Oggi “Simon Boccanegra” si prepara a fare tappa a Pechino: verrà, infatti, rappresentato al National Grand Theatre dal 20 al 23 agosto. Intanto, lunedì 3 agosto alle 18 , presso il Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura della città è in programma un incontro con Giuseppe Cuccia, Consulente artistico per l’opera occidentale del NCPA ( Centro Nazionale per le Arti dello Spettacolo, noto come l’Opera di Pechino). Cuccia porterà il pubblico alla scoperta di un melodramma che nell’Ottocento non convinse: ci sono, infatti, voluti i tempi recenti e un pubblico più maturo per comprenderne la profondità dell’opera di Verdi. “Simon Boccanegra” vela un mondo litigioso, interessato e sleale, in cui patrizi e plebei si fronteggiano. In mezzo l’anziano doge, l’ex corsaro Boccanegra, costretto a domare rivolte furiose, stupidità e tradimenti. (red)