Alle 10.25, come ogni, anno l’Italia si ferma, come l’orologio della stazione di Bologna, a ricordare la strage che 35 anni fa uccise 85 persone e ne ferì altre 200. Nella città emiliana questa mattina un corteo che si è concluso a piazza della Stazione con gli interventi del sindaco Virginio Merola, del presidente del Senato Pietro Grasso e del presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi che, parlando di Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, ha dichiarato: “In un paese normale due stragisti non avrebbero già scontato la pena”. Poi il suono di una sirena ha ricordato simbolicamente quella tragica mattina.
GRASSO: CERCARE LA VERITA’. “Idealmente abbraccio la città di Bologna che, con fierezza, dignità, compostezza e determinazione ogni anno si riunisce nel ricordo di quel 2 agosto di 35 anni fa quando, come oggi, in un caldo sabato d’agosto, ha assistito inerme all’offesa e alla lacerazione di tante vite umane” ha detto il presidente del Senato.“Continuare con forza a cercare la verità, tutta la verità, con ogni mezzo e con la piena collaborazione di tutte le istituzioni, significa dare vigore e pieno significato agli ideali che animano il nostro vivere insieme. Ne va della dignità di chi, innocente, è stato ucciso inaspettatamente; di chi da allora porta i segni tangibili di quella sofferenza; di chi non desiderava essere un martire o un eroe, di chi oggi sceglie di stare dalla parte dei giusti; di chi faticosamente si batte per tenere viva la fiamma della memoria. Memoria che rischia, altrimenti, di essere soffocata dall’indifferenza e dal peso – ha concluso Grasso – dei miliardi di attimi trascorsi da quello in cui esplose la bomba della stazione di Bologna”.
MATTARELLA: L’ITALIA NON DIMENTICHI. Secondo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la strage di Bologna rappresentò “il culmine sanguinoso di una strategia stragista, mirante a scardinare la democrazia e le conquiste sociali dell’Italia repubblicana”. Nel messaggio inviato a Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, Mattarella ha ricordato “la reazione degli italiani” che “a partire dalla città di Bologna, fu decisa e compatta, con grande forza e dignità. E rappresentò, ancora una volta, l’argine più robusto contro ogni tentativo di destabilizzazione”. “Su quella tragica vicenda – ha aggiunto Mattarella – permangono però ancora angoli bui, specie per quanto riguarda mandanti ed eventuali complici. L’auspicio è che la verità possa emergere nella sua interezza: la vostra battaglia, che riguarda anche l’introduzione del reato di depistaggio – scrive ancora il Capo dello Stato a Bolognesi – costituisce un’importante risorsa”. “L’Italia – ha aggiunto – ha il dovere di non dimenticare quella strage e quelle vittime innocenti che fanno ormai parte integrante della memoria nazionale”. (Cle – 2 ago)