Lo Sponz Fest entra nel vivo. Il Festival diretto da Vinicio Capossela in Alta Irpinia, fino al 30 agosto, arriva alla sua seconda giornata. Tra i molti appuntamenti in programma, quello con la Notte D’argento, il concerto ricco di ospiti con cui sabato 29 agosto Vinicio Capossela celebrerà i 25 anni di sposalizio con la musica. L’edizione di quest’anno, “Raglio Di Luna – le vie dei muli, i sentieri dei miti” è costruito intorno all’idea del camminare, del viaggiare accompagnati, per auscultare il ronzio dei “siensi” perduti e riscoprire il rapporto con la natura. E allora ecco che martedì 25 agosto la giornata sarà dedicata a “La passione del grano”: attività per bambini a tema, i mestieri tradizionali svolti nei campi, i canti tipici della tradizione contadina. Non mancherà la musica, tratto distintivo di ogni giornata dello Sponz Fest, con i canti a stisa di mietitura delle cantrici dell’Ofanto, coordinate da Enza Pagliara. Non solo. Verrà presentato Rural Hub, un progetto di ricerca finanziato dal Miur che mira a individuare modelli human centered che coniughino sostenibilità economica e responsabilità sociale nel rispetto degli ecosistemi ambientali.
L’EMIGRAZIONE PROTAGONISTA Sempre domani troverà spazio anche il tema dell’emigrazione con l’ “Archivio Epistolare”, una raccolta di corrispondenze degli sposi separati dai flussi migratori realizzato da Mariangela Capossela, sorella di Vinicio, con l’aiuto dello scrittore Alfonso Nannariello e lo storico Toni Ricciardi.
MORIRE A MATTMARK Sempre di emigrazione si parla con la presentazione del libro “Morire a Mattmark, l’ultima tragedia dell’emigrazione italiana” (Donzelli editore). L’autore Toni Ricciardi, storico delle migrazioni presso l’Università di Ginevra, con l’intervento di Andrea Covotta, caporedattore del Tg2, parlerà della tragedia avvenuta cinquant’anni fa in Svizzera, dove 88 operai (di cui 56 italiani) morirono nella costruzione di una diga travolti da un crollo di un ghiacciaio. Nessun colpevole, nonostante le gravi carenze di sicurezza a cui erano sottoposti gli operai, alloggiati proprio sotto il ghiacciaio per risparmiare sugli spostamenti in pullman.
(red – 24 ago)