L’eroina, a causa della crisi e dei suoi bassi costi d’acquisto al dettaglio – per una dose sarebbero sufficienti 20 euro -, è ritornata prepotentemente sulla scena, specie nella platea dei giovani a partire dai piccoli centri di provincia. A dimostrarlo anche l’aumento delle siringhe abbandonate in spiaggia e le notizie di continui sequestri dalle cronache. Si torna così agli anni Ottanta quando l’uso dell’eroina dilagava tra i giovani ed era divenuto un problema di ordine pubblico e di sanità in tutta Europa. Campagne massicce di sensibilizzazione contro i rischi connessi alla dipendenza da questo terribile oppiaceo e una normativa nazionale “anticonsumo” sempre più evoluta, avevano ridotto drasticamente il fenomeno che agli inizi di questo decennio del Duemila sembrava relegato quasi nel dimenticatoio. Ora il riaccendersi drammatico del fenomeno.
Per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, “bisogna che le istituzioni prendano atto che le conseguenze di questa terribile e permanente crisi economica che porta inevitabili ripercussioni nella società, non costituisca anche la giustificazione per ridurre l’impegno delle stesse – anche attraverso una costante riduzione di uomini, mezzi e campagne di comunicazione – nell’affrontare battaglie contro fenomeni che si ritenevano vinti e che oggi, purtroppo, ritornano prepotentemente all’orizzonte”.
(27 ago – red)