Maurizio Landini ha proposto due giorni fa di passare a una contrattazione annuale del salario dei metalmeccanici lasciando la scadenza triennale solo per la parte normativa del contratto. La richiesta verrà presentata a Federmeccanica nell’incontro in programma il 16 settembre. Ridiscutere ogni anno il salario può sembrare una mossa spericolata in tempi di crisi, perché introduce un ulteriore elemento di imprevedibilità e dunque di instabilità nella vita delle aziende.
Ma molti sono convinti del contrario, e d’altra parte in tutti i grandi paesi industriali, a cominciare dalla Germania, gli stipendi si discutono anno per anno nell’ambito di negoziazioni collettive per settore o addirittura in occasione delle interviste di valutazione individuale e di definizione degli obiettivi.
Con una cadenza annuale – spiega l’ex direttore generale di Confindustria Innocenzo Cipolletta, che appoggia la proposta di Landini – la contrattazione salariale si sdrammatizza perché non si decide del destino delle imprese e dei lavoratori per un periodo troppo lungo, impossibile da prevedere.
Come le imprese fissano i prezzi dei loro prodotti anno per anno, così deve essere per il costo del lavoro. In passato fu lo stesso Cipolletta a indicare la contrattazione annuale come la soluzione migliore per competere nel mondo moderno, ma non fu ascoltato. La Confindustria – conclude oggi su in inpiu.net il suo ex direttore generale – dovrebbe cogliere al volo l’opportunità che le offre Landini, con questa proposta che, se accolta, innoverebbe radicalmente il sistema delle relazioni industriali.
(9 settembre 2015)