Martedì prossimo, primo giorno di scuola, a Roma è stato proclamato lo sciopero dei trasporti. Con la metropolitana chiusa e gli autobus fermi nei depositi, si annuncia dunque un’altra giornata di caos infernale in una capitale che da tempo è teatro di una silenziosa guerra civile. A Roma ogni corporazione ne combatte un’altra altra e tutte insieme combattono il Comune. Ieri sono scesi in piazza persino gli urtisti, che sarebbero i venditori di souvenir, allontanati dai siti archeologici e dai monumenti. La cosa rimarchevole è che accanto a loro e contro Marino si sono schierati, per solidarietà, anche i vertici della comunità ebraica.
Questa mattina chi ha letto il Messaggero, si è trovato di fronte, appunto, a un bollettino di guerra.
Accanto allo sciopero degli autisti e degli urtisti, c’è la protesta dei commercianti di via Condotti e delle altre vie dello shopping perché la raccolta dei rifiuti non funziona e sui marciapiedi si accumulano cartoni e buste di immondizia. C’è l’indagine per la discarica aperta in periferia senza permessi e il ricorso al Tar di 500 aspiranti vigili urbani che denunciano gravi brogli in occasione del concorso per l’assunzione in Comune. Roba di tre anni fa, ma con un conto che probabilmente dovrà saldare chi amministra oggi. C’è la notizia di 1600 ingiunzioni di pagamento ad altrettanti albergatori che hanno evaso la tassa di soggiorno e l’annuncio che il prefetto ha chiesto di annullare trenta delibere comunali perché ritenute sospette.
Fin qui il Messaggero di oggi. Ma domani è un altro giorno e chissà cosa ci aspetta.
(10 settembre 2015)