La direzione di Rai Uno sapeva, era perfettamente a conoscenza che Porta a Porta aveva messo in piedi una puntata sulla vicenda Casamonica, con ospiti in studio Vera e Vittorino Casamonica, figlia e nipote del defunto Vittorio. Lo sapeva ed era del tutto concorde alla messa in onda del programma. D’altronde, spiega Giancarlo Leone, direttore di rete, in Commissione di Vigilanza Rai, “Porta a Porta è il programma più autorevole della seconda serata, dove si discutono casi di cronaca e di politica, e il funerale di Vittorio Casamonica, per la sua pacchianeria e per aver messo in mostra il vulnus della Capitale, era sicuramente un fatto di cronaca che Porta a Porta ha deciso di non ignorare”. Insomma, “era scontato e doveroso che Rai Uno dovesse occuparsene. Per questo abbiamo contattato due esponenti della famiglia che non hanno precedenti penali né procedimenti in corso. Vespa ha ritenuto che solo una presenza in studio avrebbe garantito la comprensione piena del fenomeno-Casamonica: il collegamento da casa non avrebbe garantito il contraddittorio”.
LE CRITICHE. Ad ogni modo, Leone non si tira indietro dinanzi alle critiche ricevute: “Mi pare di capire che in discussione non ci sia il tema, ma il modo. Bisogna che ci sia sempre un contraddittorio e che alcuni personaggi non assumano caratteristiche positive. Il fatto che ci siano state così tante critiche aprirà una fase di approfondimento dentro l’azienda, non si può non aprire una riflessione su tutto questo”. Per altro sin dall’inizio, spiega, “non abbiamo ignorato le critiche, ci siamo posti il problema di tornare sull’argomento con una intervista a Sabella, ascoltando il parere dell’amministrazione comunale coinvolta dal funerale, dunque abbiamo dedicato una ulteriore puntata a chi si è sentito offeso dalla trasmissione. Non ci siamo chiusi a una difesa a oltranza ma ci siamo aperti a ulteriori approfondimento sulle reazioni”.
CONTRADDITTORIO GARANTITO. In difesa di Vespa e della sua trasmissione, aggiunge il direttore di Rai Uno, c’è da dire però che “gli ospiti in studio sono stati incalzati mettendo a fuoco tutte le pendenze giudiziarie maturate in questi anni dalla famiglia: Vespa ha ricordato i 117 membri inquisiti per reati che vanno dallo spaccio di droga all’usura, e 82 sotto attualmente sotto sorveglianza della Polizia. Non si è fatta nessuna concessione al folklore, e la presenza di Vera e Vittorino Casamonica non ha comportato alcun onere per l’azienda”. Insomma, “la puntata con i due membri della famiglia Casamonica è stata improntata al rigoroso rispetto della cronaca, con il contraddittorio garantito oltre che dal conduttore anche da due autorevoli giornalisti come Virman Cusenza e Fiorenza Sarzanini”.
(Sis – 15 set)