(7 ottobre 2015) Albania e Montenegro. E poi Argentina, Myanmar, Tunisia, Marocco e Cuba. Il Friuli Venezia Giulia ha in cantiere più di un progetto legato alle cooperazione e ha alle spalle esperienze vincenti e iniziative efficaci. A metterle in luce, oggi all’Onu, la presidente della regione Debora Serracchiani: “Il Friuli Venezia Giulia è pronto a rendersi disponibile al servizio del sistema Onu con il proprio patrimonio di esperienze e partenariati internazionali, storici e consolidati non solo nell’area dei Balcani e del Sud-Est Europa ma anche in altre aree strategiche, quali America latina e Africa”. A New York, nel Palazzo di Vetro, sede delle Nazioni Unite, Serracchiani ha incontrato il rappresentante permanente dell’Italia, ambasciatore Sebastiano Cardi, ed alti esponenti dell’Organizzazione, ai quali ha illustrato le attività di cooperazione allo sviluppo in atto e le possibili iniziative future che, ha sottolineato, “saranno strettamente connesse agli obiettivi di sviluppo sostenibile approvati dall’Assemblea generale dell’Onu lo scorso settembre”. Nel corso del colloquio Serracchiani ha rievocato le tappe dell’impegno del Friuli Venezia Giulia in tema di cooperazione allo sviluppo, a partire dal 2000, anno in cui la Regione si è dotata di una legge ad hoc, “strettamente connessa ai principi e ai criteri adottati dalle Nazioni unite, oltre che dall’Unione europea e dal ministero degli Affari esteri”. “Ritengo che il Friuli Venezia Giulia possa inserirsi nel solco delineato dalle istituzioni internazionali, europee e nazionali, proporsi ancora come protagonista dello sviluppo di Paesi partner e di una cooperazione decentrata sempre più forte ed efficace, in grado di contribuire al consolidamento di relazioni, al dialogo con aree marginali, sempre garantendo qualità e concretezza agli interventi”. Rispetto alle iniziative sostenute e in corso, la presidente ha fatto riferimento in particolare al ruolo svolto insieme ad alcuni attori regionali nel settore sociosanitario, ponendo all’attenzione le condizioni inumane cui sono sottoposti i malati psichici in alcune aree dell’Africa. Serracchiani ha anche ricordato le “dichiarazioni d’intenti” firmate lo scorso maggio con i rappresentanti del Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite (Undp, in molti Paesi braccio operativo dell’Onu per promuovere, tra l’altro, lo sviluppo sostenibile e l’eliminazione delle povertà) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale (Unido). La prima mette in campo nuove opportunità di cooperazione bilaterale, in particolare per incentivare lo sviluppo economico locale, attraverso il supporto all’avvio di start-up, la creazione di nuove opportunità di lavoro, il trasferimento di know-how e di modelli di innovazione tecnologica, nonché la promozione dello sviluppo sostenibile, soprattutto con riguardo alle energie rinnovabili e all’agricoltura biologica. “I primi possibili scenari di collaborazione sui quali stiamo lavorando sono i contesti geopolitici che includono Albania e Montenegro, dove già siamo impegnati in progetti specifici, ma anche Argentina, Myanmar, Tunisia, Marocco e Cuba”, ha indicato Serracchiani. (red)