(02 novembre 2015) La crisi politica in Campidoglio oggi incrocia una crisi economica che a Roma ha aspetti allarmanti, in particolare per quanto riguarda il tasso di disoccupazione. E il fatto che nessuno ne parli la dice lunga sulla qualità della politica (e dell’informazione). Dunque a Roma i giovani senza lavoro – che prima del 2008 erano uno su quattro – sono ora quasi il 49%, superando di gran lunga la media nazionale che è del 42,7.
Secondo uno studio effettuato dalle Acli e dalla Cisl, nella capitale sono più di 160 mila i giovani che non studiano, non hanno un lavoro e soprattutto non lo cercano. E questo nonostante il loro grado d’istruzione risulti superiore a quello dei coetanei nel resto d’Italia.
Ma ci sono altri dati molto preoccupanti, come quelli sul valore aggiunto pro capite che nel territorio romano è sceso del 3,6% rispetto all’anno scorso, mentre sono aumentate del 24% le procedure di fallimento e del 5% le sofferenze bancarie.
Il sistema produttivo romano si attende una boccata d’ossigeno dall’imminente Giubileo, che secondo uno studio della Facoltà di Economia della Sapienza, potrebbe valere circa 12 miliardi di euro, con ricadute sensibili anche sull’occupazione. Rispetto a queste attese Ignazio Marino non era un facilitatore ma un intralcio, anche per questo è stato disarcionato con tanta brutalità.