Fino al 6 gennaio, la mostra “Marc Chagall. La grafica del sogno” presenta a Monza tutto il suo immaginario onirico, la ricchezza delle tradizioni letterarie russe, la sacralità dei testi biblici. Due spazi espositivi nel capoluogo della Brianza – l’Arengario e la Casa degli Umiliati, sede dei Musei Civici – accolgono l’esposizione che presenta per la prima volta le tre serie grafiche complete più importanti dell’artista russo, ovvero la trilogia composta dalle Anime morte di Gogol, dalle Favole di La Fontaine e dalla Bibbia. L’esposizione propone per intero i tre cicli – per un totale di oltre 300 acqueforti – che costituiscono un corpus considerato ormai inscindibile. Chagall, infatti, svolge in esso una meditazione circolare. Nelle tavole delle Anime Morte riflette sull’uomo, sulle sue meschinità, sul suo limite. Nei fogli delle Favole compie un viaggio nella natura, nella sua bellezza e nella sua impronta originaria. Nella Bibbia torna a riflettere sull’uomo, ma in una luce ben diversa rispetto a quella delle Anime Morte. Particolare attenzione è rivolta ai più piccoli, l’allestimento delle Favole è studiato appositamente a “misura di bambino” per favorire un approccio diretto con le incisioni ed una migliore lettura dell’immagine. La mostra è inoltre l’occasione per approfondire la relazione che legava Marc Chagall con l’editore parigino Ambroise Vollard, mercante d’arte tra i più attenti e importanti dell’intero Novecento. A tal proposito, accanto alle acqueforti di Chagall sono esposte incisioni di maestri quali Picasso, Matisse, Rouault, che intrattennero con lo stesso Vollard un profondo, e molto spesso conflittuale, rapporto di lavoro.
TERNI: STEINER, I MISTERI DELLA MATERIA
Fino al 6 gennaio il Comune di Terni presenta, a Palazzo Primavera, “Ternità”, prima mostra personale di Carlo Steiner organizzata nella sua città natale. Ripercorsi i 25 anni di carriera dell’artista, nato a Terni nel 1957 e nel 1980 trasferitosi a Milano. Pur non essendo mai tornato a vivere nella sua città natale, l’intero percorso artistico di Steiner – incentrato sui processi di trasformazione della materia -, è contrassegnato da una sorta di “ternità”. Racconta lo stesso artista: “La ternità è una condizione che mi ritrovo addosso e che è costituita da legami con persone, luoghi e cose che in qualche modo mi determinano ancora”. Steiner, affascinato dal mistero selvatico degli oggetti naturali, di cui è inesausto raccoglitore, lavora sui materiali più vari, dal legno alla lamiera, dalla carta di giornale alle ostie, in dialogo tra uomo e natura. Ecco allora che dadi e bulloni compongono i fiocchi di un cumulo di neve mentre la piastra di cottura per la produzione di ostie dà forma a una varietà di specie di farfalle. Centrale nella produzione di Steiner anche la riflessione sui massmedia. Ne è un esempio la performance Kebab in cui l’artista sega mazzette incollate tra loro con migliaia di copie di quotidiani. Un’intera stanza è dedicata alla grande installazione Spore, appositamente realizzata per l’occasione, composta da una serie di tavole vitree che ospitano spore di numerose varietà di funghi.
REGGIO EMILIA: L’ASCENSIONE DI BILL VIOLA
Fino al 10 gennaio la Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia, con l’iniziativa “Arte in agenda. A tu per tu con…”, mette a confronto due opere straordinarie: l’Ascensione di Isotta (La forma della luce nello spazio dopo la morte), opera del 2005 di Bill Viola – uno dei massimi artisti contemporanei di video art – e la Santa Maria Maddalena Portata in cielo dagli angeli, dipinto del 1605 del maestro emiliano Giovanni Lanfranco. L’Ascensione di Isotta di Bill Viola e presenta, attraverso un monitor al plasma di ampie proporzioni, l’immagine misteriosa di un mondo fluttuante, rischiarato soltanto da un fascio di luce, che viene improvvisamente scosso dalla presenza di un corpo femminile, ormai liberato da ogni traccia di pesantezza terrena. Così Isotta e la Maddalena di Lanfranco si librano avvolte nei panneggi delle loro vesti lasciandosi portare dove il loro destino le chiama, in un gesto di ardente accettazione che è dono d’amore. Bill Viola, nella costruzione della sua narrazione per immagini, trae chiara ispirazione dalle opere degli artisti italiani del Rinascimento e non solo, “colpevoli”, forse, l’origine italiana della sua famiglia e la sua permanenza tra Los Angeles e il nostro paese. È lo stesso Viola a dire: “Alla fine degli anni Ottanta la distanza che mi aveva separato dai vecchi maestri del passato si è completamente dissolta. Tempo e spazio, passato e presente, erano la stessa cosa. Così il mio profondo legame con la pittura italiana – nato nel periodo in cui vivevo a Firenze – è ritornato a galla come un amore perduto. Ho capito che i cosiddetti vecchi maestri non erano altro che giovani radicali. Masaccio, Michelangelo, Raffaello, erano artisti influenzati da nuove idee tecniche e scientifiche, provenienti da centri di ricerca e da università. Avevano tutti circa 20 anni quando hanno creato i primi grandi lavori. Il parallelo con l’epoca attuale delle videocamere digitali, della computer graphic, della videoarte e di internet, è indiscutibile”.
ROMA: LA TAVOLATA “PARADISIACA” DI PISTOLETTO
Fino al 7 gennaio la Galleria Mucciaccia di Roma presenta “Ritratti al tavolo del Terzo Paradiso”, l’ultima opera di Michelangelo Pistoletto ispirata al famoso tema indagato dall’artista negli ultimi anni con l’intento di svelare il passaggio evolutivo nel quale l’intelligenza umana trova i modi per convivere con l’intelligenza della natura. L’11 giugno scorso, nelle sale della galleria romana, Pistoletto ha realizzato un grande tavolo rivestito da una tovaglia appositamente creata con il simbolo del Terzo Paradiso (tre cerchi concentrici allineati), intorno al quale sono state riunite 24 persone, giovani amanti dell’arte e grandi collezionisti – tra cui Ottavia e Emiliano Cerasi, Clara e Giovanni Floridi, Giulia e Massimiliano Mucciaccia, Dora e Mario Pieroni, Armando Pasini, Imelda e Reza Safavi – chiamati a discutere sul ruolo dell’arte, della bellezza, della storia e dell’educazione. Appoggiati alle pareti 12 grandi specchi, rivolti verso il muro. Tutti i presenti alla fine della serata hanno scritto un pensiero sul retro dello specchio. La mostra segna ora l’ideale conclusione dell’evento iniziato cinque mesi fa con 12 opere ispirate alla performance di giugno. Si può ascoltare la trasmissione della conversazione della serata dell’11 giugno all’indirizzo http://live.radioartemobile.it.
GENOVA: UN MARE MOSTRUOSO
Fino all’8 gennaio, lungo il percorso espositivo del Galata Museo del Mare di Genova, è allestita la mostra “Mare Monstrum. L’immaginario del mare tra meraviglia e paura”. L’esposizione esplora l’orrore e la meraviglia legati all’ambiente del mare così come sono stati immaginati e rappresentati in diverse epoche, culture e società. Un itinerario che si snoda tra creature degli abissi e navi fantasma, resoconti di viaggi nell’ignoto, gorghi paurosi e oceani spettrali, tecnologie per la navigazione infestate dai fantasmi, onde digitali solcate dai nuovi pirati informatici, finte sirene esibite nei circhi e nei freak shows, mummie maledette, per arrivare ai fantasmi degli schiavi e alle orde dei morti viventi. Il tutto visto e osservato attraverso le lenti spesso deformanti della cultura “alta” e di quella “pop”, delle arti e della letteratura, del cinema e dei fumetti, in un caleidoscopio dove a capolavori dell’arte e dell’artigianato si affiancano oggetti della nostra vita quotidiana.