Il Parlamento italiano ha approvato, in via definitiva la proroga di missioni internazionali, proprio nel giorno in cui il ministro Peshmerga Karim Sinjari concludeva, con un incontro con la Commissione Difesa del Senato, la sua due giorni istituzionale in Italia. Il disegno di legge proroga fino al 31 dicembre 2015 la partecipazione italiana alle missioni internazionali in corso ddelle Forze armate e di polizia, le iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione. In particolare, per quanto riguarda le missioni nei Balcani, nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Afghanistan, in Somalia si prevede una spesa complessiva di circa 283 milioni di euro su un totale di 354. Il testo approvato era stato pensato e scritto prima degli attentati del 13 novembre a Parigi ma comunque, ha ricordato il ministro della Difesa Roberta Pinotti, “aumentiamo di 1/3 il contingente italiano in Iraq. Ad oggi è il secondo contingente anti Daesh tra tutti i paesi che partecipano. Secondo solo agli Stati Uniti. E questo, credo che dia la misura della presenza italiana. L’Italia c’è sempre stata e aveva già deciso prima di esserci ancora di più”, evidenzia Pinotti.
LE CRITICHE Questo al netto delle critiche delle opposizioni: la Lega Nord ha denunciato in aula le ambiguità della Nato e il doppio gioco della Turchia, rilevando che soltanto la Russia sta combattendo apertamente il terrorismo in Medio Oriente. Ha auspicato infine la sospensione di Schengen e la revoca delle sanzioni contro la Federazione russa. Per Sel invece le operazioni in Iraq e in Afghanistan hanno avuto effetti disastrosi, aumentando l’instabilità e rafforzando il terrorismo; contrario agli interventi militari anche M5S, che ha posto l’accento sulla mancanza di una strategia chiara e sulla dispersione delle risorse in operazioni inutili o dannose.
LE REAZIONI Ma il ministro peshmerga Sinjari ha ringraziato l’Italia per la sua opera di supporto verso i combattenti curdi, impegnati sul campo contro l’Isis. “Abbiamo chiesto all’Italia di sostenerci ancora, sappiamo che l’Italia sta accanto a noi generosamente per combattere Daesh insieme, è il nostro primo alleato. Abbiamo chiesto aiuto per sminare il Kurdistan e poi aiuto militare, e ribadito che noi come Peshmerga insistiamo che dobbiamo combattere Daesh con i nostri alleati, è quello che facciamo per l’umanità e per tutti noi e per tutti voi”. Nicola Latorre, presidente della commissione Difesa, ha ricorda che l’Italia “ha già trasmesso le prime forniture di armi richieste al governo iracheno e ai peshmerga, finché non cambiano le regole di ingaggio si può procedere senza ulteriori provvedimenti salvo una costante informazione del Parlamento, la nostra è una attività di supporto che non impegna direttamente il nostro Paese in un conflitto”.
(3 dic – Sis)