Le elezioni spagnole consegnano alla Spagna un quadro politico instabile, troppo frammentato per poter immaginare, già oggi, una governo stabile e forte. I Popolari di Mariano Rajoy hanno vinto ottenendo 123 seggi, ma sono ben lontani dai 176 che avrebbero garantito la maggioranza assoluta, e al premier uscente tocca adesso l’arduo compito di trovare una coalizione. Compito arduo, appunto, perché il Psoe, secondo con 90 seggi, fa sapere di non essere intenzionato a varare un governo di coalizione (“La Spagna ha votato per il cambiamento, i socialisti voteranno ‘ no’ a Rajoy e al Pp”, chiariscono dal Partito socialista spagnolo).
CAMBIAMENTO INCARNATO DA PODEMOS, il movimento guidato da Pablo Iglesias che alla prima prova elettorale della sua vita raccoglie 69 voti superando nettamente i 40 dei liberal-nazionalisti di Ciudadanos, che dunque non saranno sufficienti per un governo a due. Proprio secondo Iglesias, la vera grande novità di questa tornata elettorale, “non vi sono dubbi, Podemos non permetterà né attivamente né passivamente un governo del Pp. Si apre nel nostro Paese un nuovo capitolo che può portare a un compromesso storico. Tutti noi dobbiamo riflettere nelle prossime settimane su come queste elezioni guidino verso una transizione verso un nuovo sistema politico”.
DALL’ITALIA, il premier Matteo Renzi ne approfitta per tessere le lodi dell’Italicum, la legge elettorale recentemente approvata dal nostro Parlamento e che prevedendo un ballottaggio rende certa la governabilità: “Il risultato delle elezioni generali in Spagna ci consegna un quadro molto frastagliato. Tutti dicono di aver fatto un buon risultato, tutti dicono che bisogna fare accordi per creare un governo di coalizione, tutti dicono che servono riforme: la Spagna di oggi, ma sembra l’Italia di ieri” scrive Renzi nella sua E-News – “Dico l’Italia di ieri perché con la legge elettorale abbiamo cancellato ogni balletto post-elettorale. Sia benedetto l’Italicum, davvero: che, lo ricordo, funziona così. Con la nuova legge elettorale approvata su impulso del nostro Governo a maggio 2015 ci sarà un vincitore chiaro. E una maggioranza in grado di governare. Stabilità, buon senso, certezze. Punto”. (Sis – 21 dic)