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“Cicatrici di vita”:
a Seravezza 12 sorrisi
contro il cancro

it@withub.it by it@withub.it
24 Dicembre 2015
in Archivio speciali - Mostre
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“CICATRICI DI VITA”: A SERAVEZZA (LUCCA) 12 SORRISI CONTRO IL CANCRO

Sarà visitabile fino al 10 gennaio presso le Scuderie Granducali di Seravezza, in provincia di Lucca, la mostra fotografica, realizzata in collaborazione con la Fondazione Terre Medicee, che fa parte del progetto “Cicatrici di Vita”, ideato da Chiara Vogliazzo. In esposizione 12 pannelli di grandi dimensioni, che riproducono le 12 foto delle 12 donne versiliesi fotografate da Alessandro Citti mentre mostrano la loro cicatrice, più o meno visibile, dovuta ad operazioni subite per sconfiggere il cancro. Donne sorridenti e positive che vogliono lanciare un messaggio molto importante: le cicatrici sono profonde nel corpo e nell’anima, ma la rinascita è ancora più forte, si può guarire e uscirne con il sorriso. Si tratta della prima esposizione assoluta del progetto di cui fa parte anche la pubblicazione di un calendario 2016 a scopo benefico, con le 12 donne fotografate esposte in mostra. Il calendario è disponibile, oltre che a alle Scuderie Granducali, a offerta libera nelle edicole e librerie della Versilia, presso la sede dell’Associazione Per Te Donna, on-line sul sito www.cicatricidivita.it e presso tante altre attività che si sono offerte di dare il loro aiuto al progetto. Tutto il ricavato andrà in beneficenza all’Associazione Per Te Donna. “Quello che secondo me distingue questo progetto da tanti altri – spiega l’ideatrice Chiara Vogliazzo –  è il tipo di visuale che sdogana l’immaginario collettivo su donna e cancro: non foto tetre e angoscianti in bianco e nero, ma immagini a colori con volti sorridenti”.

 

ROMA, AL “CORNUCOPIA” 7 ARTISTI RACCONTANO CIBO E PORNFOOD

A conclusione dell’anno dell’Expo il ristorante Il Margutta vegetarian food & art, in via Margutta 118, a Roma, propone una nuova mostra per raccontare tutti i contrasti del cibo, inteso come nutrizione e come abbondanza, piacere e condanna, tradizione e globalizzazione. Un’esposizione sull’alimentazione, quella privata ma anche quella più spettacolare, che si fa Arte, una mostra sull’Italia a tavola e sulla sempre più evidente moda di lasciarsi conquistare dai grandi piaceri dell’alimentazione, sino a divenire, talvolta, ossessione. È attorno a questi temi che si esprimono gli artisti in Cornucopia Obsession #foodporn, mostra che sarà visitabile gratuitamente sino al 10 febbraio presso il rinnovato spazio espositivo dello storico vegetariano di Roma. La mostra, curata da Francesca Barbi Marinetti e in collaborazione con la Galleria Federica Ghizzoni, nasce da un’idea di Francesca Barbi Marinetti e Tina Vannini.  Le opere sono di Francesco Bancheri, Sara Baxter, Daniele Carnovale, Marco Colletti, Laura Giardino, Shanti Ranchetti ed Elio Varuna.

 

FIRENZE: L’ECCENTRICO PORTELLI TRA ROSSO E VASARI

La Galleria dell’Accademia di Firenze annovera, nell’ampia rassegna della pittura fiorentina della Maniera dispiegata nella Tribuna del David, una monumentale pala con l’Immacolata Concezione di Carlo Portelli, datata 1566 e originariamente destinata alla chiesa di Ognissanti, che può, a giusto titolo, essere considerata il suo capolavoro. Il pittore, per quanto titolare di importanti commissioni e fra gli artisti attivi per le maggiori imprese medicee, non ha goduto sin qui di una grande fortuna critica. Intorno a questa tavola visionaria e neo rossesca che scandalizzò lo storiografo Raffaello Borghini (1584) per l’esibizione sfacciata e irriverente delle nudità di Eva in primo piano, sono stati raccolti nella mostra “Carlo Portelli. Pittore eccentrico fra Rosso Fiorentino e Vasari”, tutti i dipinti attendibilmente ascrivibili al Portelli e, grazie a nuovi studi e ricerche intrapresi per l’occasione, è stato possibile definirne una volta per tutte il ruolo nel panorama della pittura fiorentina dell’età vasariana. La mostra, visitabile fino al 30 aprile, espone circa cinquanta opere fra dipinti, disegni e documenti, e oltre a valorizzare la pala dell’Accademia, consentirà al pubblico che affolla ogni giorno il museo di conoscere un artista noto solo agli specialisti e invece meritevole di essere apprezzato per la sua originalità, fantasia e capacità di tradurre in pittura concettose invenzioni, sul modello del Vasari. La mostra è a cura, come il catalogo edito da Giunti Editore – che rappresenta il primo volume monografico sull’artista -,  di Lia Brunori e Alessandro Cecchi ed è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con il Segretariato regionale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo della Toscana, la Ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze,  la Galleria dell’Accademia e Firenze Musei.

 

BOLOGNA VERSO LA SETUP CONTEMPORARY ART FAIR

La quarta edizione di SetUp Contemporary Art Fair 2016, la fiera d’arte contemporanea indipendente di Bologna, è già sui binari, pronta a dirigersi verso l’Autostazione di Bologna, location simbolo dell’evento e ormai sede del quartier generale di SetUp, che anche quest’anno, dal 29 al 31 gennaio, accoglierà collezionisti, professionisti del settore e grande pubblico nella consueta fascia oraria serale, con un entusiasmante progetto fieristico tutto dedicato al tema dell’Orientamento. C’è fermento e grande attesa per questa manifestazione che, giunta al suo quarto anno di vita, non accenna ad esaurire le proprie energie, ma anzi, compie un ulteriore salto di qualità con il riconoscimento ufficiale di SetUp tra le manifestazioni fieristiche nazionali. Una dimostrazione evidente del successo ottenuto in soli tre anni di lavoro serio, efficiente ed efficace, che ha portato alla costruzione di un evento ormai consolidato, la cui credibilità nel panorama dell’arte contemporanea è assodata. SetUp 2016, con le sue gallerie aderenti, un programma culturale rinnovato, gli eventi dedicati ad ogni tipologia di pubblico, dai VIP ai Bambini, nonché gli Special Project d’eccezione e i prestigiosi premi, si propone nuovamente nella veste di contenitore e promotore di nuove tendenze artistiche e culturali contemporanee, che confluiranno in una quarta edizione, non solo vetrina dell’arte contemporanea nella settimana bolognese ad essa dedicata, ma anche fucina creativa di nuove proposte e stimoli culturali, sempre attuali e di grande interesse. L’Orientamento, ovvero la facoltà di riconoscere dove ci si trova e sulla base di ciò capire come muoversi e dove andare, è il tema scelto per questa edizione da Simona Gavioli, Presidente di SetUp Contemporary Art Fair e del Direttore Alice Zannoni, sin dalla prima edizione, attente a cogliere nuove tendenze in ambito artistico che rivelino un legame con l’attualità e il contesto storico e sociale contemporaneo.

 

ADOLFO WILDT: L’ULTIMO SIMBOLISTA ALLA GAM DI MILANO

La GAM Galleria d’Arte Moderna prosegue con la mostra “Adolfo Wildt (1868-1931). L’ultimo simbolista” il percorso di valorizzazione dei nuclei più significativi delle sue collezioni scultoree, inaugurato nel 2015 con la mostra monografica dedicata a Medardo Rosso. La mostra, allestita nelle sale espositive al piano terra della Villa Reale fino al 14 febbraio, è promossa dal Comune di Milano – Cultura ed è diretta da Paola Zatti, conservatore responsabile della GAM, con la collaborazione dei Musées d’Orsay et de l’Orangerie di Parigi, con cui la rassegna milanese condivide il progetto scientifico e la curatela. La mostra è realizzata nell’ambito della partnership triennale fra la GAM e l’istituto bancario UBS.Il progetto si avvale di alcuni nuclei importanti di opere provenienti dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, dai Musei Civici di San Domenico di Forlì, dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano e di numerosi prestiti da parte di collezionisti privati italiani. Il 28 novembre, primo sabato di mostra, si svolgerà una maratona di visite guidate, incluse nel costo del biglietto, per gruppi (max 25 persone).Il percorso espositivo presenta 50 sculture di Wildt in gesso, marmo, bronzo ed è centrato sulla resa plastica e materica di alcuni soggetti portanti della sua produzione, proposti in molti casi in più versioni proprio per sottolineare la sua ricerca sugli effetti dei diversi materiali, ossessione di tutto il suo lavoro d’artista. Il progetto propone anche 10 disegni originali di Wildt e 7 opere a confronto: oltre alla Vestale di Antonio Canova, tre opere di Fausto Melotti e una di Lucio Fontana, che furono suoi allievi alla Scuola del Marmo da lui fondata nel 1922, annessa all’Accademia di Brera nell’anno successivo.

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