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“Terrore e idiozia”:
i nostri errori
contro l’Isis

it@withub.it by it@withub.it
24 Dicembre 2015
in Archivio speciali - Libri
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“TERRORE E IDIOZIA”, I NOSTRI ERRORI CONTRO L’ISIS

Venerdì 13 novembre i terroristi sono tornati a colpire Parigi e con gli attentati allo Stade de France, al Bataclan, ai bistrot, hanno mirato al cuore della civiltà europea. Dopo l’attacco a “Charlie Hebdo”, siamo scesi nelle strade a difendere le nostre libertà e gridare la nostra indignazione; dopo la strage al Bataclan siamo scesi in guerra. Le forze di polizia e gli organi di sicurezza europei non sono riusciti ad arginare la sfida lanciata dal terrorismo islamico. Daesh, Isis, Is, le definizioni cambiano, ma le bandiere nere del califfato continuano a svettare su un’ampia porzione del Medioriente e a seminare morte e terrore in Europa. La Francia, e prima la Russia, hanno scelto ora dopo molte esitazioni del fronte occidentale di bombardare le posizioni dello stato islamico. Ma siamo sicuri che questa guerra si vinca con i bombardamenti a tappeto? L’Afghanistan con il ritorno dei talebani e l’ingovernabilità dell’Iraq sono un monito che l’Occidente dovrebbe tenere in seria considerazione. In “Terrore e idiozia. Tutti i nostri errori contro il terrorismo islamista” (Mondadori, pp. 100, euro 17) Franco Cardini e Marina Montesano riflettono su quali siano gli strumenti per affrontare questa guerra asimmetrica: “Le armi delle quali disponiamo sono le seguenti: intelligence, infiltrazione, informazione corretta, massima collaborazione tra musulmani e non musulmani contro il comune avversario terrorista, mantenimento della calma e svolgimento di una normale, serena vita civile nelle nostre città”.

 

IL PAESE DELL’UTOPIA, VIAGGIO NELL’URUGUAY DI PEPE MUJICA

Negli ultimi anni la sinistra di tutto il mondo ha trovato la sua fonte di ispirazione principale in un piccolo paese del Sudamerica, l’Uruguay. Il protagonista di questa storia è senza dubbio José Mujica, ex guerrigliero tupamaro e poi presidente, personaggio inclassificabile e anticonformista, promotore di una serena austerità. Oltre a segnare progressi nella lotta alla povertà, il presidente ha lanciato il paese in progetti innovativi a livello mondiale, come la legalizzazione della marijuana o il programma che ha portato un computer a tutti gli studenti, anche nella pampa più sperduta. Ma tutto il paese è da sempre ricco di storie di visionari. Tutto questo nel saggio “Il paese dell’utopia. Viaggio nell’Uruguay di Pepe Mujica” di Leonardo Martinelli (edito da Laterza, pp. 216, euro 13). L’autore, giornalista, ha lavorato per vent’anni per “Il Sole 24 Ore”, prima come dipendente e poi come collaboratore fisso, da diversi paesi del mondo. Fino al 2014 è stato caporedattore del sito economico-finanziario Firstonline. Vive oggi a Parigi, da dove scrive sulla Francia per “La Stampa” e altri media italiani. Ha vissuto a Montevideo dal 2003 al 2007, viaggiando in tutto il Sudamerica. Nel 2007 ha pubblicato “Michelle Bachelet: la primavera del Cile” per Sperling & Kupfer e nel 2014 “Quasi un romanzo: l’economia raccontata a chi non la capisce” per Longanesi.

 

NUOVI TALENTI DAL CONCORSO “IL MIO ESORDIO”

Si è conclusa l’edizione 2015 del premio letterario “Il Mio Esordio”, la più vasta iniziativa di raccolta e selezione di nuove opere letterarie. Giunto alla sua quinta edizione, in questi anni ha visto la partecipazione di oltre 10.000 autori, permettendo di scoprire libri di grande interesse e nuovi talenti tra cui: Ilaria Mavilla, Francesco Formaggi, Francesco Fracassi, Ilva Fabiani, Francesco Diodati. Anche quest’anno tanti giovani scrittori esordienti testimoniano l’interesse anche dei “millenial” ai temi come scrittura e lettura. I temi cibo e cucina non interessano solo la Tv e il “popolo di Masterchef” ma anche l’editoria; si aggiudicano infatti il premio come Miglior libro di racconti: “Femmine” di Rita Saviotti e “Amori in cottura” di Loredana De Vitis, premiati dalla redazione di ilmiolibro. Di seguito tutti gli altri vincitori delle categorie: Premio creatività “Il gioco dei rumori” di Stefano Sosio, premiato dalla Scuola Holden; Miglior giallo: ” La rosa e l’ortica” di Alessandra Carnevali, che sarà pubblicato dalla Newton Compton in tiratura nazionale; Miglior rosa: “Sapore di te” di Angela Iezzi, che sarà pubblicato dalla Newton Compton in tiratura nazionale; Miglior fumetto: “Colui che sono”, la graphic novel ambientata in Inghilterra nel secolo 1500 di Federica Aglietti, selezionato dalla Scuola Internazionale di Comics; Miglior romanzo fantasy: “Infinite Storie Bellissime” di Michele Bellone, scelto in collaborazione con la Scuola internazionale di Comics; Miglior romanzo di fantascienza: “Migrazioni” di Giovanni Comparone, selezionato in collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics; Migliore fiaba e libro per bambini: “Storia di tappino” di Irene Campinoti, scelto in collaborazione con Scuola Internazionale di Comics. Il concorso del Gruppo Editoriale L’Espresso si avvale della partecipazione e collaborazione di diversi partner editoriali tra cui Scuola Internazionale di Comics, da oltre trent’anni punto di riferimento nella didattica del fumetto e delle arti figurative e digitali; la Scuola Holden, fondata da Alessandro Baricco, garanzia di qualità e rigore; il Festival Internazionale di Poesia di Genova, la principale rassegna di poesia, letteratura e musica di carattere internazionale; e, da quest’anno, la casa editrice Newton Compton Editori che ha lanciato tanti nuovi autori e che conferma il suo interesse per lo scouting letterario in ambito digitale.

 

IL GIORNALE DI GUERRA 1915-17 DI BENITO MUSSOLINI

Il Giornale di guerra di Benito Mussolini, pubblicato a puntate sul Popolo d’Italia tra il dicembre 1915 e il febbraio 1917, è uno dei documenti più interessanti sul primo conflitto mondiale, degno di figurare all’interno della migliore “letteratura di guerra” italiana. Rubbettino lo propone in un’edizione a cura di Alessandro Campi. A lungo trascurato dagli studiosi, che lo hanno considerato uno scritto strumentale e di natura essenzialmente politica, quello mussoliniano è in realtà il racconto in presa diretta, privo di retorica e in molti parti assai crudo, di un conflitto che ha cambiato la storia d’Italia e d’Europa non solo sul piano politico, ma anche dal punto di vista mentale e dell’immaginario collettivo. Alla guerra Mussolini partecipò come bersagliere semplice, combattendo per un anno e mezzo, sino al suo ferimento, sui fronti dell’Alto Isonzo, della Carnia e del Carso. Di quell’esperienza ha offerto una cronaca “a caldo” che riletta oggi aiuta a comprendere non solo la sua successiva avventura politica, ma anche e soprattutto le caratteristiche e le peculiarità di quel particolare e tragico evento bellico. Si tratta dunque di un diario che va letto senza alcun pregiudizio ideologico, ma come un prezioso documento storico. Al tempo stesso si tratta di una testimonianza personale che però riflette le esperienze all’epoca vissute da molti altri combattenti. Quest’edizione, curata dallo storico e politologo Alessandro Campi (autore anche di un lungo saggio introduttivo d’inquadramento), ripropone il Giornale di guerra del futuro capo del fascismo in una versione per la prima volta accuratamente annotata dal punto di vista storico-critico.

 

“UNA STORIA NATURALE DELLA CURIOSITA’” DI ALBERTO MANGUEL

“La curiosità mi incuriosisce.” Così inizia il saggio “Una storia naturale della curiosità” (Feltrinelli, pp. 416, euro 30, traduzione di Stefano Valenti) in cui Alberto Manguel, spaziando tra alcuni dei più grandi pensatori, scrittori e artisti, indaga lo stimolo che dalla notte dei tempi ci porta alla conoscenza e suscita in noi la tentazione di addentrarci nel proibito, nell’occulto, nel pericoloso. Non a caso, una delle prime parole che impariamo da bambini è “perché?”. E una volta imparato a chiederlo non smettiamo più, anche se presto scopriamo che la curiosità è raramente ricompensata da risposte rivelatrici e che le domande rinviano continuamente ad altre domande. In “Una storia naturale della curiosità” confluiscono molti anni di letture, scrittura e pensieri, nati da una passione e da una vivacità travolgenti: nulla che possa ispirare curiosità è estraneo ad Alberto Manguel. In diciassette capitoli, dove i riferimenti letterari si intrecciano a riflessioni sulle ultime scoperte scientifiche, traccia infatti un percorso suggestivo attraverso i territori che conosciamo, ma senza trascurare di affacciarsi in quelli inesplorati che si aprono costantemente davanti a noi. E se Dante aveva voluto delle guide per i suoi viaggi, anche Manguel si sceglie le sue, e la principale è proprio Dante, perché le domande formulate nella Divina Commedia lo aiutino a tracciare la rotta delle sue. Domande sull’essere umano, sul nostro posto nel mondo, sulla relazione con la natura, sulle conseguenze dei nostri atti, su cosa sono la verità e la bellezza, su quel che ci differenzia dagli animali: un’infinità di questioni  che vengono qui osservate da prospettive inedite, mostrando come i libri possano costituire magnifici strumenti di navigazione nel mare della conoscenza. La curiosità, afferma Manguel, è un mezzo con cui dichiarare la nostra appartenenza a questa “umana spezie” – mirabilmente raccontata dalla sua guida – che da millenni trova nel piacere del dubbio la più stimolante delle avventure. “Perché?” Tutto nasce da questa domanda. Guidato da Dante, Montaigne e tanti altri, Alberto Manguel scrive un’eclettica storia della curiosità. L’autore – libraio, studioso e infine bibliofilo – è stato da giovane “lettore” fedele per Borges, ormai cieco. A quella scuola prodigiosa di lettura Manguel ha maturato una visione sempre più febbricitante della vitalità dei libri, delle loro storie e della loro fisicità.

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