NAPOLI, “LA PAROLA CANTA”: I SERVILLO AL BELLINI
Dopo “Le voci di dentro”, Toni e Peppe Servillo scelgono il Teatro Bellini (dal 5 al 17 gennaio) per portare a Napoli la loro ultima creazione, “La Parola Canta”. Un concerto, un recital, una festa fatta di musica, poesia e canzoni che celebra Napoli, l’eterna magia della sua tradizione vivente, l’importanza dell’incontro fra le epoche e della più ampia condivisione culturale. I due artisti, accompagnati dalla musica dei Solis String Quartet, che rileggono la tradizione in chiave jazz, folk e pop, trascineranno lo spettatore in uno straordinario viaggio attraverso la cultura scenica partenopea, un viaggio fatto di fantasia e creatività, di poesie cantate e canzoni recitate, di enfasi e risate. Le parole di autori classici, da Eduardo De Filippo a Raffaele Viviani e Libero Bovio, insieme alle voci contemporanee di Enzo Moscato, Mimmo Borrelli e Michele Sovente compongono quello che Toni Servillo ha definito “uno spettacolo dove il teatro si fa musica e la musica si fa teatro. Là dove il teatro talvolta non riesce la musica ricapitola la nostra esistenza e ci consente di immaginarne un’altra”.
ROMA, “L’ALBERO DI RODARI” ALL’ARGENTINA
“L’albero di Rodari” sarà di scena al Teatro Argentina dal 26 al 30 dicembre. Si tratta di una lettura drammatizzata di alcune fiabe e filastrocche di Gianni Rodari adattate da Attilio Marangon, per la regia di Roberto Gandini. I brani scelti hanno in comune il tema del Natale, del Capodanno, dell’Epifania e possono essere lo spunto per far vivere a grandi e piccini un momento di affetto, andando a teatro durante le feste, in un periodo dell’anno in cui i ritmi si allentano, ci si riappropria del tempo famigliare e spesso si riflette sul valore delle persone e delle cose. “Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possono contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo” diceva Gianni Rodari. E forse si potrebbe dire che le stesse cose valgono anche per i grandi.
MILANO, SLAVA’S SNOWSHOW AL PICCOLO
Uno spettacolo che continua a stupire ed emozionare, divertire e far sognare: è Slava’s Snowshow, un grande classico delle feste natalizie, al Piccolo di Milano da lunedì 28 dicembre a domenica 10 gennaio. Gioia, buonumore e un pizzico di malinconia si rincorrono sul palcoscenico con i fiocchi di neve, le bolle di sapone e i palloncini colorati sospinti da un vento di tempesta o fatti rimbalzare tra il palcoscenico e la platea in un gioco che coinvolge i clown e il pubblico. Uno spettacolo per tutti, perché anche gli adulti tornano bambini trascinati dalla vitalità degli artisti che alternano gag e comicità esplosiva a momenti di poesia struggente e malinconica. E allora, che il pubblico segua ancora una volta il Clown giallo e i suoi compagni in un’avventura che non finisce mai: come i palloncini, come la neve.
ROMA, “TRIBES” AL PICCOLO ELISEO
Mai scontato. Divertente. Emozionante. Di un’intelligenza feroce. Un testo tragicomico che affronta con acutezza e un punto di vista originale il tema vivo eppure poco frequentato della sordità. Tribes – di scena a Roma, al Piccolo Eliseo, dal 6 al 24 gennaio – muove dalla storia di una famiglia politicamente scorretta di origini ebraiche. Una comunità familiare udente, con le sue regole i suoi valori, le sue idiosincrasie. A capo della tribù ci sono Beth e Christopher, i genitori di Daniel, Ruth e Billy. Billy è sordo dalla nascita. Quando Billy incontra Sylvia, una giovane donna nata da genitori sordi che sta per perdere l’udito, entra in contatto con la lingua dei segni e con la famiglia allargata della comunità sorda. Tutti gli equilibri sono alterati: Billy è disposto ad abbandonare il suo nucleo di provenienza, Sylvia ormai quasi del tutto sorda, non riconosce più neanche se stessa in tutto quel silenzio. “Tribes” è uno spettacolo di Nina Raine, con Stefano Santospago, Ludovica Modugno, Barbara Giordano, Luchino Giordana, Federico D’andrea, Alice Spisa, Deniz Ozdogan, con la regia di Elena Sbardella.
FIRENZE, PER GHINI “UN’ORA DI TRANQUILLITA’” AL VERDI
Dopo lo straordinario successo avuto con “Quando la moglie è in vacanza”, applaudito nella Stagione 2013-14 al Teatro Verdi e che in due stagioni di programmazione ha registrato il tutto esaurito nei teatri che lo hanno ospitato, Massimo Ghini ha deciso di misurarsi con la travolgente comicità di un testo mai rappresentato in Italia: “Un’ora di tranquillità” (regia di Massimo Ghini, con lo stesso Ghini, Galatea Ranzi, Claudio Bigagl, Massimo Ciavarro, Gea Lionello, Luca Scapparone, Alessandro Giuggioli) sarà di scena al Teatro Verdi di Firenze dal 29 dicembre al 3 gennaio. L’autore, Florian Zeller, è uno dei più apprezzati drammaturghi francesi contemporanei. “Un’ora di tranquillità” è una commedia moderna brillante e divertente grazie al meccanismo del vaudeville giocato tra equivoci e battute esilaranti, è una macchina drammaturgicamente perfetta e geniale inventata da questo scrittore. In Francia questa spettacolo è stato il successo della stagione teatrale, l’hanno definita una spassosa, intelligente e geniale operazione da non perdere. Il meccanismo della comicità presente nel testo consente di non dover ricorrere a imponenti adattamenti, anzi è proprio nel meccanismo utilizzato nella scrittura che si poggia la forza di questa commedia brillante, i personaggi hanno ciascuno un ruolo fondamentale nella vicenda, è come se fossero loro stessi gli ingranaggi che mettono in moto la macchina della risata già dalle prime battute del testo. Si tratta di un’opera corale dove ogni attore deve legare la propria arte agli altri.