Roma, 8 gen – Sul tema dell’immigrazione “l’Unione somiglia a un condominio dove ciascuno litiga coi vicini, salvo poi prendersela tutti insieme con chi sorveglia l’ingresso di casa, in questo caso la Grecia”: lo afferma in un’intervista alla Stampa il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, secondo cui “sull’altare di Dublino si sta rischiando di sacrificare Schengen. La difesa rigida di regole per l’immigrazione superate dai tempi incrina una delle maggiori conquiste europee: la libertà di circolare”. Gentiloni sottolinea però come l’Italia non sia affatto rassegnata alla fine di Schengen: “Le sospensioni decise da alcuni Paesi membri debbono restare straordinarie e limitate nel tempo. Però un’assunzione comune di responsabilità deve arrivare entro la primavera, cioè prima che riprendano flussi migratori molto consistenti”. (Red)