REGENI, CASINI: TENTATO DEPISTAGGIO
Roma, 5 feb – “Una cosa è chiara: non possiamo accettare la manipolazione della verità e la manipolazione c’è già stata perché nel giro di una giornata fonti egiziane, attribuibili ad autorità diverse, hanno dato versioni diametralmente opposte. E proprio alcune di queste spiegazioni, artatamente fuorvianti, inducono l’Italia ad essere inflessibile. Il Presidente Mattarella e Renzi ieri sono stati espliciti. Sconti non ne possiamo fare”. Lo ha detto a Mattino cinque Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri del Senato, in merito all’uccisione del giovane ricercatore Giulio Regeni al Cairo. “Siamo in presenza di un tentativo di depistaggio – continua Casini – e la comprensione che va ad un Paese martoriato dalla minaccia terroristica come l’Egitto, bastione importante contro il proliferare dell’Isis, non ha nulla a che vedere con quello che è capitato: noi vogliamo che sia fatta chiarezza a 360 gradi, perché non possiamo accettare che la vicenda che ha portato alla morte di un nostro connazionale, un bravo ragazzo che si trovava al Cairo per fare una tesi sul diritto del lavoro, possa restare impunita”. “Regeni – conclude – è espressione di una generazione, di quei nostri figli che si impegnano e vanno all’estero a studiare che sono veramente l’immagine migliore dell’Italia”.
(red)