L’ultima edizione del Barometro Food, realizzato da Edenred in 7 Paesi europei (Italia, Belgio, Francia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna e Portogallo), rivela una crescente attenzione dei lavoratori ad una dieta equilibrata. Ecco alcuni dati in sintesi. Un lavoratore italiano su due gradirebbe che la sua azienda favorisse lo svolgimento di attività fisiche; il 23% dei dipendenti italiani vorrebbe che l’azienda fornisse dei consigli nutrizionali; il 22% del campione auspica che l’azienda fornisca ai dipendenti i consigli di un dietologo; il 25% dei lavoratori vorrebbe nella propria impresa una “break room”; il 38% degli intervistati desidera trovare in ufficio o in fabbrica frutta fresca; per il 22% dei lavoratori italiani l’azienda dovrebbe incoraggiare l’utilizzo delle scale al posto dell’ascensore. Inoltre il 60% degli intervistati pranza in un ristorante e non alla scrivania o in una sala aziendale, percentuale più alta a livello europeo; il 30% dei dipendenti italiani in pausa pranzo mangia insalate, percentuale più alta a livello europeo, dato tre volte superiore alla media europea. E ancora: per l’82% dei lavoratori è fondamentale che i pranzi offerti abbiano una buona qualità nutrizionale. Su questo versante l’Italia in Europa è seconda solo alla Spagna. Gli italiani sono tra coloro che giudicano meno importante la quantità di cibo in pausa pranzo. Solo per il 29% degli intervistati, infatti, è importante pranzare con piatti abbondanti. Gli italiani inoltre si posizionano tra i massimi esperti di cibo di qualità al punto da poter fare a meno di leggere informazioni nutrizionali sui menù o avere indicazioni dai camerieri; le percentuali di quelli che giudicano importanti queste due attività, infatti, sono “solo” il 16% nel primo caso e il 19% nel secondo.
PAUSA PRANZO. Il 70% del campione predilige mangiare in pausa pranzo cibo locale e di stagione; in questa speciale classifica gli italiani sono secondi solo agli spagnoli. In pausa pranzo i lavoratori italiani fanno anche a meno dei colleghi: per il 45% degli intervistati (secondo dato in Europa dietro il Portogallo) non è prioritario pranzare coi colleghi. Nell’ultimo anno il 38% dei ristoratori italiani ha percepito una crescita della domanda di pranzi equilibrati e salutari; tale dato superiore è alla media europea (33,3%). Nell’ultimo anno il 31% dei ristoratori italiani ha percepito una crescita della vendita di cibi salutari; il dato è superiore alla media europea (28,5%). Il 68% dei ristoratori italiani non condivide l’opinione secondo cui occorrerebbe più tempo per preparare menù salutari. L’81% dei titolari di tavole calde non crede che i pranzi più salutari siano meno saporiti. Per il 67% dei manager della ristorazione è falsa che i cibi salutari sono anche i più costosi: solo i colleghi spagnoli registrano un risultato più alto. In Europa i ristoratori italiani sono i più convinti (83%) che la preparazione di cibi salutari non sia difficile.
(red – 11 feb)