Tra le sorprese della 66esima edizione del Festival di Sanremo – che ha appena chiuso i battenti – c’è il rapper Clementino che è approdato sul palco dell’Ariston con la canzone “Quando sono lontano”: “Il brano parla di chi si trova distante dalla propria terra. Questo tipo di lontananza la affronti con un bagaglio di nostalgia e di grande forza” ha raccontato il giovane cantante nei giorni scorsi. “La canzone è nata a New York, l’ho scritta dopo un concerto a Brooklyn. Guardando gli occhi di tanti napoletani, calabresi e siciliani ho capito che erano venuti per ritrovare nella mia musica un pezzo della loro storia”. Al rapper partenopeo si deve dunque l’aver portato al Festival della canzone italiana un brano che parla di emigrazione e “di tutte quelle persone che si sono spostate dalla loro terra natale in cerca di fortuna e per motivi di lavoro”. E mentre qualcuno canta l’emigrazione qualcun altro la racconta. Attraverso la musica.
Il libro “Andarsene sognando. L’emigrazione nella canzone italiana” di Eugenio Marino (pubblicato in Italia nel dicembre 2014 da Cosmo Iannone editore), una ricostruzione storica dell’Italia degli ultimi 150 anni attraverso la musica italiana che parla di emigrazione, continua a collezionare successi. Non solo in Italia. Marino – responsabile nazionale del Partito Democratico per gli italiani nel mondo – è infatti rientrato solo qualche giorno fa dal Brasile dove ha presentato la versione portoghese della sua opera: “Partir Sonhando”. In attesa dell’uscita del libro in inglese e in spagnolo lo scrittore fa un bilancio più che positivo del suo tour di promozione nel Paese verde-oro: “In Brasile ho avuto un’accoglienza calorosa. Tutte platee differenti. Ho presentato ‘Partir Sonhando’ a San Paolo, Vitoria, Rio de Janeiro, Brasilia. Ogni tappa è stata un’emozione diversa. Ogni presentazione ha avuto un taglio diverso e ha coinvolto personalità diverse (rappresentanti dell’ambasciata e dei consolati, della Dante Alighieri, professori universitari, giornalisti, parlamentari). E’ stata anche un’occasione per fare il punto sulla realtà migratoria. Per parlare con rappresentanti dei Comites o di partito di servizi e attività realizzate e da realizzare”. “Certo è che sono contento del fatto che il mio saggio stimola anche emozioni come un romanzo” racconta Marino che con questo libro racconta la storia dell’emigrazione attraverso il genere che probabilmente più della letteratura, della storiografia e della politica ha trattato il grande esodo italiano. Il testo – che è stato tradotto in Brasile dalla SESI-SP su iniziativa del senatore italo brasiliano Fausto Longo – ha riscosso particolare curiosità sia tra l’emigrazione tradizionale e di chi vive in Brasile ormai da lungo tempo, che presso il pubblico giovanile arrivato da poco nel Paese. Così come ha suscitato interesse tra gli italo-discendenti.
“Andarsene sognando” ha conquistato i lettori perché racconta l’emigrazione con una chiave originale e appassionante, con emozioni e note: “Questo libro nasce dall’unione di quelle che sono per me grandi passioni: la storia, la musica, la politica” racconta l’autore che ammette che il testo è frutto di un lungo lavoro di ricerca: “L’idea è nata nel 2000 ma ho dovuto più volte mettere da parte il progetto preso dai tanti impegni politici. Amo scrivere e amo fare politica. E amo la storia e la musica. Questo testo non mette solo insieme canzoni legate all’emigrazione ma le ricontestualizza in un preciso momento storico”. Anche nel libro la politica non manca: se per politica intendiamo creare cultura, fornire strumenti per la lettura della realtà, parlare dell’uomo. “Andarsene sognando” è infatti un’opera che invita ad avvicinarsi con serietà e rigore al fenomeno dell’emigrazione, a riflettere sulla presenza delle nostre comunità nel mondo e sulla nostra identità nazionale. “A volte si pensa a un saggio come a un’opera fredda – spiega Marino – in realtà è con stupore e piacere che scopro che chi legge il mio libro arriva a commuoversi”. “Andarsene sognando” è dunque indirizzato a chi vuole scoprire, esplorare e approfondire un tema a volte trascurato e che invece è più che mai attuale: “Il libro è arrivato anche nelle università” sottolinea Marino che il 23 marzo sarà ospite dell’ateneo di Roma Tor Vergata e del professor Rino Caputo. Poi un nuovo tour di presentazione del libro in Italia e in Europa: “Andrò in Germani e non solo”. (15 feb – Gil)
IL TESTO Nella sua puntuale ricerca, Marino concentra l’attenzione sui testi, valutandone contenuti, contesti, poeticità e stili e sottolineandone le trasformazioni sociali, musicali e linguistiche, gli influssi e le tradizioni, evidenziando prepotentemente ciò che lega il mondo della canzone a quello dell’emigrazione e, nell’ultima parte, dell’immigrazione. Dal canto popolare dei movimenti migratori interni di tipo stagionale “Me vo’ partì de qui, vo’ gi’n Maremma”, alle canzoni dei giovani “cervelli in fuga” nate e diffuse su YouTube, passando per le canzoni di lotta, leggere, gastronomiche e del cantautorato italiano: un excursus nella storia della canzone italiana e dell’emigrazione che ricostruisce e rintraccia gli snodi fondamentali e le svolte, richiamando alla mente i principali protagonisti storici e musicali. Ritroviamo l’ironia di Carosone, l’impegno politico di De Gregori, la rivoluzione della “scuola genovese”, la “profondità” dei De André e Guccini, fino a Caparezza, passando per Rino Gaetano, Dalla, Fossati e tanti altri.
L’AUTORE Eugenio Marino è nato a Crotone nel 1973. Vive a Roma, dove è attualmente il Responsabile nazionale del Partito Democratico per gli italiani nel mondo e si occupa di emigrazione. Ha vissuto in Calabria fino alla maturità, per poi proseguire gli studi a Roma, dove si è laureato in lettere moderne con una tesi sui rapporti tra letteratura e canzone italiana d’autore, nello specifico su De André, Guccini e De Gregori. Dopo la laurea, ha conseguito un master in giornalismo e comunicazione pubblica, ha collaborato con agenzie stampa, giornali e portali internet su questioni di politica, cultura e musica e ha pubblicato uno studio su Roma nella canzone d’autore italiana per l’Istituto e la rivista di Studi Romani, uno studio su Comunicazione e diaspora per la Rivista italiana di comunicazione pubblica.