ROMA: AL SISTINA E’ “L’ORA DEL ROSARIO” CON FIORELLO
Dopo oltre 100 date sold out in tutt’Italia e il grande successo del tour europeo, Fiorello arriva finalmente a Roma con “L’ora del Rosario”: il nuovo, atteso spettacolo in scena al Teatro Sistina il 18, 19, 20, 21, 23, 24, 25 e 27 giugno (ore 21). Rosario Fiorello torna sul palco, in una dimensione teatrale, con un nuovo spettacolo che, come lui stesso ha dichiarato, sarà analogico, fatto di puro intrattenimento. Tra aneddoti, racconti e gag in perfetto stile Fiorello, lo showman darà ampio spazio anche alle consuete improvvisazioni. Non mancheranno musica, gag, inediti e duetti di grande spessore. Accompagnato dal vivo dalla band diretta dal maestro e tastierista Enrico Cremonesi e composta da Carmelo Isgrò al basso, Massimo Pacciani alla batteria, Antonello Coradduzza alle chitarre e dal trio vocale “I Gemelli di Guidonia”, Pacifico, Luigi e Eduardo Acciarino, lanciati a “Fuori Programma” su Radio Uno, Fiorello gioca tra pop e swing con cover e mash-up di canzoni. Uno spettacolo di Rosario Fiorello scritto con Francesco Bozzi, Claudio Fois, Piero Guerrera, Pierluigi Montebelli e Federico Taddia. La regia è di Giampiero Solari.
ROMA: AL GHIONE UNA COMMEDIA NOIR, “MARADONA E’ MEGLIO ‘E PELE’”
Fino al 13 marzo il Teatro Ghione di Roma (via delle Fornaci 37) ospita lo spettacolo “Maradona è Meglio ‘e Pelè” di Gianni Clementi e Antonio Grosso con Antonio Grosso, Lello Radice, Daniela Ioia, Antonello Pascale , Giuseppe Cantore. Le scene sono di Roberto Crea, i costumi di Silvia Polidori, le luci di Gigi Ascione. La regia è invece di Paolo Triestino. “Maradona è meglio ‘e Pelè” era il coro più famoso che negli anni ’80 veniva cantato negli stadi, un coro che penetrava nelle menti dei tifosi e nella quotidianità della gente. Quel coro ha ispirato il nuovo testo di Gianni Clementi e Antonio Grosso. Napoli 89/90: una giovane coppia entra in un albergo fatiscente, sembrano due sposini in viaggio di nozze. Il Napoli ha appena vinto il suo secondo scudetto, le strade, i palazzi, i vicoli e addirittura gli uffici pubblici si tingono di azzurro, tutti fremono. La frenesia pervade la città . E’ così anche per i nostri due protagonisti, ma la loro è più un’ansia, nascondono qualcosa, si nota un malessere, si nota fra i due una tensione. Quel viaggio fatto in sud America non era il loro viaggio di nozze, ma il tentativo di cambiare per sempre le loro vite. “Maradona è meglie e’ Pelè” racconta le vicende di Aitano e Regina, che per sopravvivere e dare un taglio alla loro vita fatta di tanti sacrifici, “vendono” il loro corpo, ingoiando degli ovuli di cocaina. La vicenda si svolge in un albergo di Napoli, dove arriveranno due bizzarri narcotrafficanti, che insieme a Eduardo, tutto-fare della struttura in cui alloggiano i nostri protagonisti, dedito a vendere pezzi del muro di Berlino (“Signurì o’ vulite fa n’affare?”), daranno vita a situazioni esilaranti. La drammaturgia, ricca di colpi di scena, affronta un tema cosi drammatico e serio con estrema ironia e comicità, come nella migliore tradizione della commedia italiana. Tutta la programmazione sarà accessibile anche a spettatori non vedenti e sordi che, grazie al Ghione, possono da alcuni anni vivere l’esperienza del teatro.
ROMA, DEBUTTA “ARIA”: SPETTACOLO DI MUSICA E DANZA
Fino al 13 marzo presso il Centro Culturale Artemia di Roma (Via Amilcare Cucchini, 38) andrà in scena “Aria”: spettacolo di musica e danza. Protagoniste della performance, della durata di 50 minuti, sono Irene Leone e Valeria Paraninfi. La prima, musicista cantautrice e pianista, diplomata al Conservatorio di Musica di Frosinone, rappresenta il cuore di Aria: la musica, le suggestioni del suono e le parole che si traducono in danza, grazie alle coreografie di Valeria, danzatrice e coreografa proveniente dalla scuola di Alta formazione per danzatori professionisti di Steve La Chance. Con sette brani composti da pianoforte e voce e otto passaggi musicali coreografati, Aria si propone come risposta ad un’esigenza artistica. “Nelle mie esibizioni ho sempre avvertito l’assenza di un elemento visivo, capace di catturare l’attenzione del pubblico. Così, ho affidato le mie musiche a Valeria che ha creato ex novo coreografie capaci di raccontare con il corpo e il movimento il messaggio che io ho espresso attraverso le note”. Queste le parole di Irene Leone che raccontano la genesi del progetto, costruito e condiviso tra le aule dell’Università di Tor Vergata, dove ha conosciuto e apprezzato la sfera artistica di Valeria, fino alla decisione di sperimentare un’esperienza insieme sul palco. Le due artiste hanno così deciso di aprire un nuovo capitolo nel loro percorso da soliste e dal loro connubio nasce Aria, uno spettacolo interattivo che vuole sfruttare la commistione di linguaggi con l’obiettivo di unire due percorsi artistici e creare sulla scena una narrazione che si nutre di musica, movimento, corpo e suono. La sensazione ultima è quella di un percorso unico e di un racconto lineare, che conduce lo spettatore nel viaggio catartico di una donna che ritrova la libertà, attraverso un difficile percorso di liberazione. Sul palco del Centro Culturale Artemia le suggestive atmosfere delle musiche e delle parole di Irene Leone acquistano fisicità grazie allo stile fluido, moderno e contemporaneo, delle coreografie realizzate ed eseguite da Valeria Paraninfi, in alcuni momenti in coppia con Pio Massaro. Le luci e le proiezioni di Riccardo Tonni, infine, arricchiscono un’atmosfera carica di suggestioni oniriche che restituiscono allo spettatore una performance completa, in cui convivono vista, udito e sfera spirituale. (PO / red)
MILANO, “LA BARCA DEI COMICI” AL PICCOLO
Salpa di nuovo “La barca dei comici”, la fantasia teatrale per attori e ombre alla quale Stefano de Luca ha dato corpo lavorando sui Mémoires di Carlo Goldoni e sul copione teatrale di Giorgio Strehler. Lo spettacolo sarà in scena a Milano al Piccolo Teatro Studio Melato dall’8 al 20 marzo. “Una storia della giovinezza di Goldoni – sono parole di Strehler – quando una mattina d’aprile partì in un favoloso viaggio per mare assieme a una compagnia di comici. Lì conosce per la prima volta tutto: l’amore, le donne, lo stupore, la curiosità per l’umano mondo dei comici, e attraverso di essi, la curiosità per il mondo dell’uomo”. L’appuntamento con il teatro, per il giovane Goldoni, è rimandato soltanto di qualche anno: “Carlo, Carletto Goldoni – spiega Stefano de Luca – fuggendo la noia della filosofia scolastica, si affaccia a questo mondo che sarà la sua vita intera, il Teatro. Da quella barca Goldoni non scenderà mai più. Dunque il piccolo viaggio di quell’episodio delle memorie assurge a simbolo dell’intera esistenza dell’autore. C’è un grande mare che noi tutti, piccoli e grandi, dobbiamo attraversare. È il mare dell’esistenza. Tutti abbiamo il nostro viaggio da compiere. In fondo andiamo tutti da ‘qui’ a ‘là’. Da Rimini a Venezia. Il viaggio è la nostra stessa vita”. (regia: Stefano de Luca; scene: Fabrizio Montecchi, costumi Luisa Spinatelli; musiche: Fiorenzo Carpi e Marco Mojana, luci: Claudio De Pace; ombre: Nicoletta Garioni e Fabrizio Montecchi con Tommaso Banfi, Marta Comerio, Davide Marranchelli, Tommaso Minniti; produzione: Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa.
“ARANCIA MECCANICA” AL BELLINI DI NAPOLI
“Arancia meccanica” è il romanzo che Anthony Burgess scrisse nel 1962, divenuto un cult grazie alla trasposizione cinematografica che ne fece Stanley Kubrick nel 1971. A distanza di oltre cinquant’anni dalla sua stesura, ci si rende conto di quanto Burgess avesse saputo guardare oltre il suo tempo presagendo, attraverso la storia di Alex e dei suoi amici Drughi, una società sempre più incline al controllo delle coscienze e all’indottrinamento verso un “pensiero unico”. La messinscena di Gabriele Russo, in scena al Teatro Bellini di Napoli dal 18 al 20 marzo, parte dall’adattamento drammaturgico che lo stesso Burgess fece del romanzo e rimane fedele alla volontà del testo originale di porre delle domande e di scuotere le coscienze. Sceglie di farlo attraverso un originale e raffinato racconto per immagini e suoni, dove le scene di Roberto Crea e le musiche di Marco Castoldi, in arte Morgan, sono parte integrante della narrazione, agiscono con gli attori, tasselli di un lavoro dall’estetica mozzafiato e dall’emotività dirompente. Un meccanismo perfetto, che riesce a incantare ma, al tempo stesso che spinge a una seria riflessione sulla libertà di scelta e sul vero significato della parola “libertà”. Dopo il successo delle passate stagioni lo spettacolo è di nuovo in tournée in Italia e farà ancora una volta tappa nel Teatro che ne ha decretato il successo. (Di Anthony Burgess, con Daniele Russo, Sebastiano Gavasso, Alessio Piazza, Alfredo Angelici, Martina Galletta, Paola Sambo, Bruno Tramice; musiche: Morgan; scene: Roberto Crea; costumi: Chiara Aversano; luci: Salvatore Palladino; regia: Gabriele Russo; produzione: Fondazione Teatro di Napoli.