Roma, 7 mar – “L’articolo 7bis della legge sulle missioni all’estero che di fatto consente al presidente del Consiglio di decidere e condurre iniziative di guerra con unità speciali senza bisogno di passare al vaglio del Parlamento “mette le premesse per una potenziale distorsione”. Lo afferma l’ex ministro della Difesa, Arturo Parisi, ospite a Mix24 su Radio 24. E aggiunge: “Merita di essere discussa la strada, la porta che questo articolo può spalancare e che ho visto farsi largo sui giornali, cioè l’idea che il Paese debba affidare la sua difesa all’estero a due tipi di azione. Li ho sentiti definiti uno riconducibile a un codice blu, che è l’ordinaria, quella che passa da una dichiarazione di guerra: la dichiarazione di guerra, definita dalla Costituzione, è affidata evidentemente al Parlamento per quello che riguarda la decisione; per quanto riguarda la dichiarazione, al Presidente della Repubblica. E un’altra azione, quella che è stata ricondotta a un codice rosso, che viceversa è un’azione completamente diversa”.
(red)